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«La fine del Califfato»: cade l’ultima roccaforte dell’Isis in Siria

Dopo la Casa Bianca anche le forze curde annunciano la caduta di Baghuz, ultimo villaggio in mano ai jihadisti

Anche le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno annunciato la sconfitta del califfato nella Siria nord-orientale. Da settimane era in corso la battaglia per riconquistare l’ultima roccaforte dello Stato islamico a Baghuz e da qualche giorno circolavano notizie su una sua imminente fine. Dopo i tweet del presidente americano Donald Trump, la notizia della sconfitta definitiva dell’Isis a Baghuz viene confermata da Mustafà Bali, portavoce delle Forze democratiche siriane, la coalizione di arabi e curdi sostenuta dagli Stati Uniti. «Baghuz è stata liberata. Le Forze democratiche siriane dichiarano la totale eliminazione del cosiddetto califfato e la sconfitta territoriale al 100% dell’Isis. In questo giorno unico, commemoriamo migliaia di martiri i cui sforzi hanno reso possibile la vittoria».

La battaglia dei curdi contro l’Isis è cominciata alla fine del 2014, quando i jihadisti hanno lanciato l’assalto alla più importante città a stragrande maggioranza curda in Siria, Kobane. I raid americani e la resistenza dei guerriglieri delle Ypg, Unità di protezione del popolo, hanno salvato Kobane e di lì e cominciata una lunga controffensiva che ha portato alla conquista di Raqqa il 17 ottobre del 2017. L’offensiva curda nell’ultima sacca dell’Isis, lungo la sponda orientale dell’Eufrate, al confine dell’Iraq, è durata quasi quattro mesi, dall’inizio di dicembre. Gli irriducibili hanno resistito oltre l’inverosimile in un campo di tende fra il villaggio di Baghuz e la collina sovrastante. Le tende in realtà nascondevano gli ingressi di una rete di tunnel e cunicoli che hanno permesso ai jihadisti di tendere agguati e respingere gli assalti dei curdi per settimane. Ma alla fine i raid della coalizione internazionale li hanno costretti a ritirarsi sulla collina e sulla riva del fiume dove sono stati annientati.

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Il dato centrale è che in queste ore crolla definitivamente la dimensione territoriale del Califfato, elemento questo che sin dal 2013-2014 aveva caratterizzato le specificità dell’Isis rispetto ad Al Qaeda e gli altri gruppi dell’estremismo jihadista organizzato. Ma ciò non significa che l’Isis sia del tutto collassato. I suoi slogan e la sua organizzazione terroristica restano minacciosi e in grado di attirare militanti e costituire un nuovo pericolo. Non è inoltre affatto chiaro quale sia la sorte di Abu Bakr Al Baghadadi, il loro massimo leader, e degli altri dirigenti dell’Isis. Secondo fonti dell’intelligence americana molti di loro e lo stresso Baghdadi potrebbero essere fuggiti da tempo in Iraq. Resta, inoltre, il problema della sorte delle migliaia di volontari jihadisti arrivati dall’estero.

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