Salute

Acufene di origine tossica: quando il responsabile è il mercurio contenuto nell’amalgama dentaria

Diversi studi evidenziano una correlazione tossica tra il metallo e l’insorgere del disturbo uditivo. Il Csa ha messo a punto un nuovo protocollo multidisciplinare per detossificare l’organismo e riabilitare l’orecchio

Il mercurio è l’unico metallo comune che è liquido a temperature ordinaria. Esso è qualche volta chiamato argento rapido. È un metallo liquido pesante, di colore bianco-argenteo. È un conduttore di calore piuttosto povero se confrontato con altri metalli ma è un buon conduttore di elettricità. Si unisce facilmente in leghe con molti metalli, come oro, argento e stagno. Queste leghe sono denominate amalgami.

Il metallo mercurio ha molti usi. Grazie alla sua elevata densità è usato in barometri e manometri. È estesamente usato in termometri, grazie al suo alto tasso di espansione termica che è abbastanza costante in un’ampia fascia di temperature. La sua facilità nell’amalgamarsi con l’oro è sfruttata nel recupero di oro dai suoi minerali. Il mercurio è usato anche in certi ingranaggi elettrici, come gli interruttori ed i raddrizzatori, che devono essere affidabili, e per la catalisi industriale. Molto meno mercurio è oggi usato nelle batterie per l’illuminazione fluorescente, ma non è stato ancora interamente eliminato.

I composti del mercurio sono utilizzati come insetticida, veleno per i topi, disinfettate, unguenti per la pelle (ossido di mercurio), come catalizzatore in chimica organica (solfato di mercurio). Si trova libero in natura soprattutto nelle miniere del cinabro dell’Italia e della Spagna. Nell’ambiente può essere trovato in forma metallica, sotto forma di sali di mercurio o in composti organici del mercurio.

Entra nell’ambiente come risultato della naturale rottura dei minerali in rocce e del terreno attraverso esposizione a vento e ad acqua. La concentrazione di mercurio nell’ambiente oggi sta aumentando per l’attività umana che scarica il mercurio nell’aria attraverso il combustibile fossile, l’estrazione mineraria, la fusione e la combustione dei rifiuti solidi. Alcune forme di attività umana scaricano mercurio direttamente nel terreno o nell’acqua, per esempio l’applicazione dei fertilizzanti agricoli e lo scarico di acque reflue industriali. Tutto il mercurio che è liberato nell’ambiente finisce nel terreno o nelle acque superficiali e può diffondersi negli alimenti, in quanto disperso, all’interno del ciclo alimentare, da organismi più piccoli che sono consumati dagli esseri umani, per esempio attraverso i pesci.

La concentrazione di mercurio nei pesci solitamente supera notevolmente la concentrazione nell’acqua in cui vivono. Anche i prodotti di allevamento del bestiame possono contenere elevate quantità di mercurio. Il mercurio non è solitamente trovato nei prodotti vegetali, ma può entrare nell’organismo attraverso le verdure ed altri raccolti, quando in agricoltura vengono spruzzati prodotti contenenti mercurio.

Il mercurio metallico è usato in diversi prodotti domestici, quali barometri, termometri e lampadine fluorescenti, ma in questi dispositivi è intrappolato e solitamente non causa alcuni problemi di salute. Se un termometro si dovesse rompere si è soggetti ad un’esposizione significativamente alta al metallo attraverso la respirazione per un breve periodo di tempo mentre si vaporizza e ció può avere effetti nocivi all’organismo.

L’amalgama dentale o amalgama d’argento è un materiale composito a matrice metallica usato in odontoiatria conservativa per otturazioni e ricostruzioni dirette. Gli elementi presenti nella sua composizione sono mercurio (45-50%) argento (22-32%), stagno (11-14%), rame (6-9%), zinco (2%). Nel linguaggio comune le otturazioni ottenute con questo materiale venivano frequentemente chiamate piombature, nonostante la totale assenza di piombo.

Rimasto per molto tempo il materiale più utilizzato in odontoiatria restaurativa, negli ultimi decenni il suo uso è andato gradualmente declinando principalmente per ragioni estetiche, per la disponibilità di materiali alternativi, per l’inquinamento ambientale, e per alcuni timori legati a possibili problemi per la salute del paziente.

L’amalgama dentale, ossia l’otturazione di vecchia concezione in “metallo”, è uno dei temi più controversi in odontoiatria. Nella comunità scientifica ci sono due schieramenti relativi all’amalgama; entrambi, sia gli oppositori che i sostenitori, concordano sui seguenti punti:

  • il mercurio è tossico;
  • il mercurio è rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama;
  • la quantità di mercurio rilasciato è solo molto piccola, ma costante;

La controversia sta nel capire se la quantità di mercurio rilasciata dall’amalgama è così piccola che non può essere clinicamente significativa oppure se è sufficiente in alcuni casi a produrre sintomi.

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Noi del CSA abbiamo già osservato alcuni pazienti acufenici ed ipoacusici che presentavano amalgama, abbiano prescritto loro un prelievo ematico per la concentrazione di mercurio nel sangue, prima della rimozione della amalgama, e lo ripeteremo dopo sei mesi dalla rimozione di quest’ultima.

Tutto ciò perché ci siamo confrontati tra noi specialisti del CSA e dopo aver valutato tutti gli studi scientifici nazionali ed internazionali, molti dei quali evidenziano la correlazione tossica tra mercurio e acufene o ipoacusia, riteniamo indispensabile studiare la eventuale correlazione, progettare un protocollo per titolare in maniera precisa la concentrazione di mercurio nel corpo e provvedere comunque alla rimozione della amalgama nei pazienti acufenici. Dopo sei mesi ripeteremo il prelievo del sangue per valutare la variazione della concentrazione del metallo, e se troppo alta intraprenderemo un trattamento farmacologico chelante, anticipato da un trattamento nutrizionale di preparazione dello stato di salute dell’intestino e del fegato,che rappresentano sistemi di detossinazione in grado di gestire nel miglior modo possibile l’eliminazione del mercurio.

Il protocollo nei pazienti con acufene che posseggono amalgama prevede, ovviamente e come da prassi, la visita otorinolaringoiatrica ed audiologica con esecuzione di tutti gli esami audiologici di primo livello, la visita ortodontica ed osteopatica, e qualora il paziente possedesse l’amalgama la prescrizione del prelievo per la concentrazione di mercurio nel corpo o mercuremia attraverso un banalissimo prelievo del sangue. Qualora il valore dovesse risultare alto si procederà ad eseguire un secondo prelievo ematologico definito TEST DI TRASFORMAZIONE LINFOCITARIA O LTT.

Anche questo prelievo si esegue di routine ma richiede l’utilizzo di provette particolari in quanto è un test altamente sensibile e specifico, che ci permette di capire se vi è stato un coinvolgimento linfocitario, e quindi la produzione di Anticorpi, durante la presenza dell’amalgama e dopo l’asportazione di quest’ultima. Questo prelievo verrà eseguito dalla Dr.ssa Luisa Russo patologa clinica del Centro Analisi Biomediche di Taormina sotto nostra indicazione e facente parte del team del protocollo che attueremo. Un altro aspetto fondamentale è l’aspetto nutrizionale che verrà seguito dalla Dr.ssa Maria Teresa D’Agostino biologa-nutrizionista clinica del CSA, la quale dovrà valutare anche l’aspetto di accumulo del mercurio derivante dall’alimentazione (soprattutto per i pazienti delle isole che si alimentano con molto pesce) e dovrà eventualmente prescrive una dieta di preparazione dello stato di salute dell’intestino e del fegato, che sono organi di detossinazione, prima di sottoporre il paziente alla terapia farmacologica chelante.

Recenti studi mostrano che le otturazioni effettuate in amalgama, le quali contengo il 50% di mercurio, rilasciano continuamente piccolissime concentrazioni di tale sostanza, che si accumula nei tessuti del nostro corpo e possono essere causa di intossicazioni cronica. Il rilascio di vapori di mercurio all’interno del cavo orale è ampiamente dimostrato a livello clinico ed è possibile ottenere, come abbiamo descritto, precise misurazioni di concentrazione nei soggetti portatori di otturazioni in amalgama. Alcuni studi hanno dimostrato concentrazioni basali almeno triple nell’aria respirata e aumenti repentini nell’emissione di mercurio durante la masticazione nei pazienti con otturazioni in amalgama.

È fondamentale sapere che la rimozione delle amalgame deve essere praticata però con estrema cura allo scopo di proteggere la salute del paziente e degli operatori. La rimozione dell’amalgama deve essere quindi effettuata da professionisti altamente preparati, il CSA si avvale della competenza e professionalità della Dr.ssa Cristina Vitale odontoiatria specialista in ortognatodonzia, che mette in atto un protocollo rigido per l’estrazione del metallo, in particolare: isola il campo operatorio con la diga di gomma (protezione delle vie digestive ed aeree). Utilizza la mascherina e la fa indossare al paziente e all’assiste per evitare inalazioni di vapori. Utilizza la doppia aspirazione e abbondantissima irrigazione d’acqua. Mette in atto la profilassi nei giorni precedenti e successivi alla rimozione dell’amalgama. Ma soprattutto mette in atto la massima accuratezza e precisione manuale acquisita in tantissimi anni per evitare che frammenti di amalgama vengano ingeriti o aspirati.

L’Accademia Internazionale di Odontoiatria Biologica afferma, dopo aver condotto numerosissimi studi scientifici pubblicati su riviste mediche nazionali ed internazionali, che il 2,5% della popolazione può sviluppare allergia al mercurio ed altrettanto vero è che il 100% delle persone è più o meno intollerante verso quella che è la sostanza più tossica, diffusa e inquinante presente in natura. L’intossicazione da mercurio non è infatti dose-dipendente e il nostro organismo non ha una soglia di tollerabilità per cui il danno, anche se nascosto, c’è sempre.

Il mercurio che evapora dalle otturazioni in amalgama, e che viene assorbito per l’80% attraverso il sangue del circolo polmonare,è in forma metallica non ionizzata, cioè HgO. In questo stato di vapore la sua diffusibilità è altissima. Il passaggio alla forma ionica avviene non nel sangue ma all’interno delle cellule dalle quali è poi difficilissimo ottenere il dissequestro. La quasi totalità del mercurio si deposita nei tessuti nell’arco di minuti e solo il metilmercurio (forma organica presente soprattutto nei pesci) ha un’emivita di circa quindici giorni.

Anche la mancata escrezione nelle urine è indice diagnostico e prognostico negativo perché dimostra l’accumulo tissutale. Quindi i valori di concentrazione di mercurio al di sotto della norma stabilità dall’OMS presenti anche nei pazienti che posseggo numerose amalgama è spiegato da questo meccanismo di assorbimento ed accumulo e non dallo scarso rilascio di metallo da parte dell’amalgama stessa. L’accumulo tissutale viene evidenziato solo attraverso la mobilizzazione del mercurio con sostanze chelanti (EDTA, DMPS, DMSA) che, sole, sono in grado di rendere misurabile il mercurio nel sangue nelle urine poco dopo la loro somministrazione.

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Continuando a mantenere in bocca l’amalgama si può incorre in:

  • Malattie Autoimmuni come le artriti, il morbo di Parkinson, Alzheimer, dolori e tremori muscolari, fibromialgia, sindrome da fatica cronica, morbo di Crohn, lupus, diabete.
  • Disordini Neurologici come neuropatie, parestesie, perdita di memoria, emicrania, vertigini.
  • Disturbi dell’Umore come ansia, depressione, insonnia, rabbia incontrollata, confusione.
  • Disfunzioni del Sistema Immunitario e Cancro, tra questi eccessiva sensibilità ai farmaci, eczema e psoriasi, tendenza a sviluppare infezioni, ma sono correlati alle amalgame al mercurio anche alcuni tipi di cancro, come ad esempio la leucemia.
  • Patologie Cardiovascolari come ipertensione, arteriosclerosi, aritmia e tachicardia.
  • Patologia della Digestione come malassorbimento dei minerali e blocco del normale processo enzimatico.
  • Oscillazioni Ormonali tra cui ipotiroidismo, tiroidite di Hashimoto, disordini della prostata e urinari.
  • Disturbi della Fertilità per riduzione della conta spermatica, infertilità, aborti ripetuti, problemi congeniti e disturbi cognitivi nell’età evolutiva.
  • Fastidi in bocca, infatti le amalgame possono generarne alitosi, lichen orale, acidosi orale, dolore e bruciore della lingua e del cavo orale.
  • Disturbi della Vista e dell’UDITO come ACUFENE E PERDITA DI UDITO O IPOACUSIA,infiammazione oculare, miopia, degenerazione maculare, cataratta, astigmatismo, irite, daltonismo e altri disturbi della vista.

L’ultimo passaggio, qualora sia necessario, è quello della terapia chelante a basso dosaggio con farmaci chelanti specifici in modo da andare a prelevare il mercurio all’interno dei tessuti dove va a nascondersi.

Quindi da oggi il CSA metterà in atto una ulteriore accortezza nel trattamento dei pazienti con acufene continuando ad essere impegnato in ambito scientifico per garantire sempre nuovi protocolli in ambito terapeutico e riabilitativo.

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Daria Caminiti

Specialista in Otorinolaringoiatria. Dottore di ricerca in scienze audiologiche e otorinolaringoiatriche Università degli Studi di Catania. Responsabile del Servizio di Day Surgery di otorinolaringoiatria presso la Casa di Cura Villa Salus di Messina convenzionata con il S.S.N. Responsabile dell’Equipe Siciliana di diagnosi, cura e riabilitazione dell’acufene. Esperta in Allergologia. Medico otorinolaringoiatra Casa di Cura San Camillo di Messina. Consulente Tecnico d’Ufficio o CTU del Tribunale di Messina.

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