Italia

Cittadinanza a Rami, Salvini ha detto sì: «Ha capito i valori di questo Paese»

Il ministro dell’Interno ha cambiato di nuovo idea sul ragazzino egiziano che ha dato l’allarme ai carabinieri dal bus sequestrato a San Donato Milanese. Di Maio: «Felice di averlo convinto»

«Sì alla cittadinanza a Rami perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo Paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio, le leggi si possono superare». Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, cambia di nuovo idea sulla cittadinanza italiana da concedere a Rami, il ragazzino egiziano che ha dato l’allarme ai carabinieri dal bus sequestrato a San Donato Milanese, evitando di fatto una strage. Da quel giorno il vicepremier leghista è passato da un atteggiamento possibilista ad uno di netta chiusura. Su Twitter, commentando un’operazione di polizia, aveva scritto: «Altro che ius soli e cittadinanze in regalo, occorrono rispetto e controlli».

Non solo. Tra Salvini e Rami c’era stato anche una sorta di botta e risposta a distanza con il ragazzino che ha confessato apertamente di ritenere di meritare la cittadinanza italiana: «Cosa avrebbe detto Salvini se fossimo morti tutti?», ha chiesto retoricamente. Salvini era stato ancora più diretto: «Vuole la cittadinanza? Si faccia eleggere». Una posizione, quella di Salvini, confermata anche qualche giorno dopo quando aveva detto che non c’erano «gli elementi per concedere» la cittadinanza a Rami a causa dei «numerosi precedenti penali» del padre del ragazzino egiziano.

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Poi la svolta corredata da un invito al Viminale insieme ad altri 4 ragazzi della scuola media Vailati di Crema e a 12 carabinieri, che sono stati coinvolti nel dirottamento del bus a San Donato Milanese. I ragazzi che il ministro incontrerà, ha fatto sapere il Viminale, sono Adam, che dopo aver nascosto il telefonino al terrorista, è riuscito a chiamare i Carabinieri, fornendo indicazioni utili; Aurora, che presa in ostaggio, ha mantenuto calma e sangue freddo; Fabio, che ha parlato con il terrorista, cercando di dissuaderlo e tranquillizzarlo; Nicolò, che si è offerto come ostaggio, dopo la richiesta del terrorista; Rami, anche lui capace di nascondere il telefonino chiamando i Carabinieri e fornendo ulteriori utili informazioni.

La giravolta di Salvini è stata salutata con grande soddisfazione dall’altro vicepremier Luigi Di Maio: «Nei giorni scorsi avevo inviato una lettera proprio ai ministeri competenti per chiedere loro di conferire la cittadinanza per meriti speciali al piccolo Rami – ha detto il capo politico dei 5 Stelle – Sono felice di aver convinto anche Salvini sulla cittadinanza a questo bambino. L’ho già detto: questo è un Paese che vale molto più della semplice indignazione». Sulla stessa linea d’onda il Guardasigilli Bonafede: «Prendiamo atto che finalmente anche Salvini si è convinto. Questa è la ennesima dimostrazione di come questo governo possa viaggiare compatto per i cittadini».

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