Italia

I risparmi dell’ora legale

Il Parlamento Europeo ha approvato l’abolizione del passaggio dall’ora solare a quella legale a partire dal 2021. L’orario estivo in Italia consente di risparmiare 100 milioni all’anno, con delle ricadute positive anche sull’ambiente

Il Parlamento Europeo ha votato a favore della proposta fatta dalla Commissione Europea di abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale, la convenzione per cui durante l’estate l’orario di tutta l’Europa viene spostato un’ora avanti, per sfruttare al meglio le ore di luce nell’arco della giornata. La proposta della Commissione Europea prevedeva l’abolizione dell’ora legale già nel 2019, ma il Parlamento Europeo ha votato per rinviarla al 2021.

Secondo la posizione comune adottata dai deputati, gli Stati membri che decidono di mantenere l’ora legale dovrebbero spostare le lancette dell’orologio per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero farlo l’ultima domenica di ottobre 2021. Nella risoluzione si afferma che la Commissione può presentare una proposta legislativa per rinviare la data di applicazione della direttiva fino a un massimo di 12 mesi «se si ritiene che la modifica dell’orario possa compromettere il corretto funzionamento del mercato unico».

LEGGI ANCHE: Addio all’ora legale: vantaggi per salute e ambiente

La proposta di abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale era stata avanzata dalla Commissione Europea dopo nel 2018 ben 4,6 milioni di persone avevano partecipato a un sondaggio pubblico della Commissione sull’efficacia del passaggio annuale all’ora legale. L’84% dei partecipanti aveva chiesto che il passaggio annuale all’ora legale venisse abolito e la Commissione aveva avanzato una proposta in questo senso. Per la maggioranza dei votanti l’ora legale contribuirebbe a ridurre i consumi di energia elettrica.

Secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 25 marzo 2018, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 290 mila tonnellate. Considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora è costato in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte, il risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è stato pari a circa 111 milioni di euro. Nel 2017 era stato analogo, 110 milioni, per la precisione.

Dal 2004 al 2018 il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro. La media annua degli ultimi 15 anni, quindi, non si discosta dai 100 milioni di risparmi. È indubbio, però, che l’Italia del terzo millennio non è più quella del 1966, anno in cui l’ora legale venne istituita: nel tempo, ai risparmi potenziali per il minor utilizzo della luce artificiale, si sono dovuti sottrarre i consumi più elevati per il maggior utilizzo dei condizionatori. Oggi sempre più diffusi e sempre meno costosi, quindi più facilmente accessibili per tutti e per qualunque ambiente.

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