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Europee, Zingaretti presenta il nuovo simbolo del Pd

Il segretario: «Serve l’unità delle forze progressiste ed europeiste per fermare la deriva nazionalista». Con lui Calenda e Gentiloni. Nel logo un riferimento a Siamo europei e a quello dei Socialisti e Democratici

Il segretario Nicola Zingaretti ha presentato il nuovo simbolo del Partito Democratico in vista delle elezioni europee. E lo ha fatto nella sede nazionale del partito al Nazareno, a Roma, insieme al presidente del Pd Paolo Gentiloni e Carlo Calenda, promotore del manifesto “Siamo Europei” espressione che trova posto nel logo sotto al simbolo del Pd e assieme a quello dei Socialisti e Democratici.

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Le europee sono la prima vera sfida per Nicola Zingaretti da nuovo segretario. E la complessa alchimia delle alleanze passa anche per la scelta del simbolo da utilizzare in lista. «Una sfida per vincere le elezioni», ha premesso il leader del Pd. Zingaretti ha anche confermato che Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano, sarà in testa alla lista Pd-Siamo Europei nella circoscrizione Nordovest per il voto continentale del 26 maggio. Carlo Calenda sarà invece capolista nel Nordest. La presenza del simbolo di Socialisti e Democratici lascia aperta la porta alla possibilità che concorrano alla lista quelle forze i cui eletti andranno a far parte del gruppo nato dall’evoluzione del Pse. Come i Socialisti di Riccardo Nencini da oggi riuniti in congresso per scegliere il nuovo segretario. Ma anche gli ex-dem di Mdp-Articolo 1.

«Questo simbolo che presentiamo oggi rappresenta l’unità, non un insieme di liste, ma una lista aperta”, ha detto Zingaretti. «La parola d’ordine è unità delle forze progressiste ed europeiste per fermare la deriva nazionalista». E poi: «La seconda parola d’ordine è Europa, l’Europa che scommette sulla crescita, che lotta contro le diseguaglianze, vicina alle imprese e agli attori che stanno trasformando il nostro sistema produttivo. Da solo nessun Paese europeo ce la fa». «Questo è un grande movimento unitario europeista che deve mobilitare il Paese», ha detto Carlo Calenda. «L’Italia rischia di essere il primo grande Paese fondatore a uscire dall’Europa e dall’Occidente, è un pericolo mortale – ha aggiunto Calenda – Basta divisioni, convinto che l’Italia reagirà». Paolo Gentiloni ha messo in guardia rispetto ai rischi legati alla retorica delle piccole patrie. «Neanche David Cameron pensava di portare la Gran Bretagna fuori dall’Unione europea», ha detto facendo riferimento all’ex premier del Regno Unito. «Con la vittoria dei sovranisti l’Italia rischia l’uscita dall’Unione europea».

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