Politica

Il ddl Pillon che divide: «Va archiviato» o «resta perché nel contratto»?

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Spadafora annuncia lo stop al contestato provvedimento sull’affido dei figli di genitori separati. Replica il capogruppo del Carroccio Romeo: «Non si può archiviare il contratto»

Per il M5s il disegno di legge Pillon è ormai «archiviato». Per la Lega invece no. Il nuovo fronte di scontro tra gli alleati di governo è sul testo dell’affido condiviso, attualmente all’esame della commissione Giustizia della Camera. Il disegno di legge Pillon è un pezzo della riforma del diritto di famiglia voluta dalla Lega. Un’ipotesi che ha suscitato un’ondata di proteste già dal momento della sua presentazione perché rivoluziona i rapporti tra i genitori separati. «Occorre modificare il diritto di famiglia», ha detto nei giorni scorsi Salvini, spiegando che «il ddl Pillon è solo un punto di partenza». Il leader della Lega non ha escluso modifiche del provvedimento. Ora però, stando alle parole di Spadafora, il ddl rischia di essere definitivamente archiviato.

«Il provvedimento Pillon è chiuso, quel testo non arriverà mai in aula, è archiviato — ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vincenzo Spadafora, intervenendo a Omnibus su La7 —. Adesso bisogna scrivere un nuovo testo, che probabilmente prenderà anche qualcosa di buono, ma molto poco, per andare incontro ai temi del diritto di famiglia, ma non come aveva pensato Pillon. Sono state fatte le audizioni in Commissione Giustizia, adesso c’è un nuovo tavolo Lega-M5s al quale sono invitate anche le opposizioni». Il Pd ha da tempo messo nel mirino il disegno di legge sostenendo che «non basta modificarlo, va ritirato». Anche Forza Italia attacca: «Non è stato bocciato dal sottosegretario Spadafora, ma dalla realtà che vivono le famiglie, le mamme e i papà e i loro figli, che è completamente diversa da quella immaginata dal collega Pillon».

A rispondere è il capogruppo del Carroccio, Massimiliano Romeo: «Il M5s può pensare come vuole ma non si può certo archiviare quello che c’è scritto nel contratto di governo: sull’affido condiviso è molto chiaro, a partire dalla permanenza dei figli con tempi paritari tra i genitori. Il ddl Pillon, che è firmato anche dal M5s, rispecchia il contratto». «Il testo si può migliorare — ha aggiunto — probabilmente un testo base unico farà sintesi con le altre proposte ma non si può archiviare il contratto».

LEGGI ANCHE: Ddl Pillon, perché si protesta contro la riforma dell’affido condiviso

Il disegno di legge Pillon introduce il principio di bigenitorialità perfetta e fa scomparire di fatto l’assegno di mantenimento per i figli. In particolare viene rimesso in discussione il criterio dell’«affido condiviso» e sostituito con quello paritario: i figli dovrebbero passare lo stesso tempo con padre e madre e possedere il doppio domicilio. Paritario, oltre il tempo da trascorrere con padre e madre, deve essere il mantenimento dei minori. Una misura che rischierebbe di danneggiare soprattutto le donne, visto che l’occupazione femminile nel nostro Paese è appena al 49%. Un altro caposaldo della riforma voluta dal ddl Pillon è la mediazione familiare: prima di arrivare davanti al giudici la coppia dovrebbe essere obbligata a un tentativo di riconciliazione.

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