Italia

Juncker: «Tra Italia e Commissione Ue è amore: ditelo ai vostri ministri»

Nel bilaterale a Palazzo Chigi emergono le preoccupazioni per la «regressione dell’economia Italiana». Conte: «In arrivo il decreto crescita»

È veramente grande amore tra Italia e Commissione Europea, come dice il presidente Jean Claude Juncker in conferenza stampa a Roma. Dopo l’incontro bilaterale con il premier Conte, Juncker ha lanciato una velata frecciata a chi come i vicepremier Di Maio e Salvini avevano criticato l’Ocse e l’Ue: «Ditelo a tutti i ministri italiani». E se di amore si tratta, Juncker non può che essere preoccupato per il fatto che «l’economia italiana continua a regredire», tanto da auspicare che Roma faccia «sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita economica».

L’inquilino di Palazzo Chigi dal canto suo ha ribadito che il Documento di economia e finanza (Def), in arrivo entro il 10 aprile, rispetterà lo «scenario concordato». D’altronde il governo italiano aveva previsto «il rallentamento del debito pubblico, per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva ma responsabile approvando misure di cui il paese necessitava da troppi anni per ristabilire equità sociale». «In settimana confidiamo di approvare il decreto crescita con misure in grado dare impulso a crescita effettiva e potenziale», assicura il presidente del consiglio spiegando di aver illustrato a Juncker anche il decreto sblocca-cantieri.

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Sul tavolo della discussione a Palazzo Chigi ci sono stati soprattutto i conti dell’Italia e dell’intera eurozona. Ma anche la Tav: «Ho informato Juncker che abbiamo avviato questo supplemento di riflessione», ha spiegato Conte. Il presidente della Commissione Ue non si è sbilanciato: la soluzione è tecnica, ha sottolineato, «lascio alla cura di italiani e francesi trovare un accordo». Non solo conti economici, ma anche la Brexit: Conte si dice pronto a ogni scenario dal momento che non c’è «ancora chiarezza sulla posizione del Regno Unito per gestire un processo così complesso», «per questo anche in Italia ci stiamo preparando alla non auspicata prospettiva ‘no deal’ con uno specifico decreto legge in materia». Secondo Juncker, invece, il Parlamento britannico «non è riuscito a prendere una decisione: è importante mantenere l’unità tra gli Stati membri. Aspettiamo la riunione del governo britannico».

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