Politica

Dagli “internettiani” ai “poeti d’azione”: depositati i simboli per le Europee

Tutti in coda per presentare i contrassegni. Calderoli (Lega): «Nel logo nessun richiamo al gruppo europeo di appartenenza». E ci sono anche il Partito Pirata e Casapound

«Sono arrivata il giorno 4, il mio programma è ambizioso ma non lo voglio anticipare perché troppo articolato». Parla davanti al Viminale Mirella Cece, presidente del Sacro Romano Impero Cattolico, che è in fila da tre giorni per depositare il simbolo con cui parteciperà al voto del 26 maggio. Come lei, sotto una pioggia primaverile, anche tanti altri, come i leader del Partito Internettiano, del Partito Pirata, del Movimento dei Poeti d’Azione, della Liga Veneta, de La Catena, Democrazia Cristiana, del Movimento dei Forconi, de L’Altra Italia e del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi. Ci sarà tempo fino alle 16 di lunedì per depositare i simboli che saranno esposti al piano terra del ministero dell’Interno.

Il primo a presentarsi è Francesco Miglino, segretario nazionale del Partito Internettiano «consapevole che solo tramite la rete ogni cittadino, prima tenuto fuori dai luoghi decisionali, può rinnovare la dinamica sociale con la partecipazione in tempi reali, alla gestione di spazi politici e di interessi socialmente condivisi». Tra i primi ad arrivare anche Casapound: «Nel simbolo – spiega il leader Simone Di Stefano – c’è anche il richiamo all’Alleanza Europea Movimenti Nazionali (Aemn), che fa capo all’europarlamentare ungherese Bela Kovacs». Kovacs è un europarlamentare ungherese eletto con l’estrema destra di Jobbik. «All’Europarlamento rappresenteremo quei temi abbandonati da Salvini e Di Maio – prosegue Di Stefano – Noi vogliamo uscire dall’euro e dalla Ue. Bisogna ripartire da zero. Fuori dalla Ue, potremmo essere il Giappone d’Europa».

Spunta anche il Partito Pirata che fra i molteplici punti del programma desidera «garantire l’accesso libero alla conoscenza, poiché gli ostacoli economici non devono escludere nessuno dalla cultura e dalle informazioni scientifiche, combattendo così l’ignoranza e gli oscurantismi». Il Movimento della Catena ha invece un simbolo costituito da un grande cerchio di anelli saldamente congiunti «perché l’unione fa la forza», si scopre leggendo il contenuto del programma. Anche questa volta si materializza una delegazione del Movimento politico dei forconi che fra il 2012 e il 2013 ebbe il suo momento di gloria quando bloccò i caselli autostradali della Sicilia cavalcando una protesta che avrebbe dovuto investire tutto lo stivale ma poi andò scemando.

In fila sotto la pioggia c’è anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, della Lega. «Salvini è il ministro che finora ha lavorato di più e ha ottenuto i risultati migliori», afferma Calderoli replicando ai 5 Stelle. Il simbolo che la Lega sta presentando al Viminale è lo stesso con cui il partito di Matteo Salvini si è presentato alle scorse politiche: «Noi siamo la Lega Salvini premier e come tali ci comportiamo». Dunque nessun richiamo al gruppo europeo di appartenenza con Le Pen, Fpoe, Pvv e Vlaams Belang. «In vista c’è un grande risultato, non sono i sondaggi che contano ma i voti – spiega il vicepresidente del Senato – Credo che avremo una grande rappresentanza al Parlamento europeo e quindi avremo la possibilità, alleandoci con altri Paesi, di poter cambiare finalmente in meglio questa Europa».

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