Italia

Ecobonus, si sblocca il decreto per gli sconti sulle auto elettriche e ibride

Dall'8 aprile i concessionari di automobili potranno prenotare, su una piattaforma dedicata, gli incentivi per l’acquisto, anche in leasing, di veicoli non inquinanti

Con quaranta giorni di ritardo rispetto alla tabella di marcia indicata dalla Manovra per il 2019, si sbloccano gli ecobonus per l’acquisto di auto elettriche e ibride previsti dalla normativa. Il decreto interministeriale attuativo è stato registrato alla Corte dei conti e pubblicato in Gazzetta ufficiale. Da lunedì 8 aprile i concessionari di automobili potranno richiedere gli incentivi per l’acquisto, anche in leasing, di auto elettriche e ibride sulla piattaforma dedicata agli ecobonus, approntata da Invitalia sul sito del ministero dello Sviluppo economico (https://ecobonus.mise.gov.it/), già online. Gli incentivi valgono anche per alcuni modelli di ciclomotori e motocicli a due ruote.

Il decreto non contiene una lista precisa di modelli di automobili per cui si possono chiedere le agevolazioni, ma stabilisce una serie di requisiti. Nei fatti i modelli per cui si potranno chiedere gli incentivi si dividono in due categorie: le auto elettriche con valori di emissioni di anidride carbonica (CO2) da 0 fino a 20 g/km con un prezzo di listino massimo di 61mila euro IVA compresa; e le auto ibride con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 70 g/km. Per la prima categoria la riduzione del prezzo è di 6mila euro se si rottama un’auto Euro 1, 2, 3 o 4, di 4mila senza rottamazione. Per la seconda categoria, si ottengono 2.500 euro con rottamazione e 1.500 senza.

Nella lista dei modelli elettrici per cui si possono chiedere incentivi non ci sono auto italiane. In Italia infatti l’industria automobilistica è quasi esclusivamente fondato su veicoli a benzina, diesel e metano e molti vedono nell’elettrico un nemico per l’occupazione, dato che per assemblare un motore elettrico serve una manodopera minore rispetto a uno a scoppio, che è molto più complesso. È una delle ragioni per cui l’elettrico non si è ancora diffuso ampiamente in Europa e non è particolarmente rilevante in Italia, dove il settore automobilistico è stato storicamente centrale per l’occupazione dei lavoratori poco qualificati.

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Tra gli esperti del settore, gli ecobonus sono stati criticati perché non sarebbero abbastanza convenienti da incentivare l’acquisto di nuove automobili. Anche perché varati assieme all’ecotassa. Apprezzamento arriva invece dal fronte moto. Andrea Dell’Orto, presidente di Confindustria Ancma, ha detto: «Malgrado i ritardi, l’avvio di questa misura è molto importante: stimiamo si possa generare un incremento di almeno il 50% dei veicoli elettrici che rientrano nei limiti imposti dal provvedimento».

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