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Colpo di stato in Sudan, chi è Alaa Salah la “regina” delle proteste

Al potere da 30 anni, si è dimesso il presidente Al Bashir. A guidare il cambiamento del Paese una studentessa 22enne

Avvolta in un thobe bianco indossato sopra al suo hijab nero, Alaa Salah, studentessa di architettura all’università di Khartoum, è diventata il simbolo delle proteste contro il presidente del Sudan, Omar Al Bashir, culminate in un colpo di Stato. Soprannominata “Kandaka”, il nome con cui venivano chiamate le regine dell’antica Nubia, Alaa è stata immortalata in un video pubblicato su Twitter, che finora ha ottenuto centinaia di migliaia di visualizzazioni, mentre intona canti tradizionali che invocano il cambiamento nel suo Paese.

Alaa Salah ha raccontato al Guardian di aver partecipato alle proteste anti Bashir sin dall’inizio, ormai tre mesi fa, sotto l’onda di una pesante crisi economica, «perché i miei genitori mi hanno insegnato ad amare il mio Paese». “Kandaka” ha letto in piazza un poema rivoluzionario, che recitava: «I proiettili non uccidono, quello che uccide è il silenzio». Versi molto popolari e già scanditi nelle proteste dell’anno scorso, così come durante le rivolte del 2013. «All’inizio – ha spiegato Alaa – ho trovato un gruppo di sei donne ed ho cominciato a cantare, loro mi hanno seguito, e la gente è arrivata sempre più numerosa».

Le proteste contro Omar Al Bashir erano iniziate a fine dicembre nella città di El Gadarif e, dopo che le forze di sicurezza le avevano represse con estrema violenza, si erano allargate ad altre città, arrivando anche a Khartoum. Inizialmente le manifestazioni riguardavano il caro vita, ma sono poi diventate proteste contro Al Bashir, che è al potere da più di 30 anni ed è accusato di corruzione e violazioni dei diritti umani. Nelle ultime settimane le manifestazioni hanno ripreso forza, con decine di migliaia di persone che hanno partecipato a marce e a un grosso sit-in davanti al complesso militare di Khartoum. Oggi l’esercito ha annunciato un governo di transizione. Politici e membri del governo sono stati arrestati, Al Bashir, presidente del Sudan dal 1989, si è dimesso.

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