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Dazi, la guerra tra Usa e Ue favorirebbe la Cina

Mentre la Commissione europea prepara la risposta a Trump nella guerra Boeing-Aibus, Xi Jinping punta tutto sul Comac C919 per ridurre la dipendenza dall’industria aeronautica occidentale

Nel 2021, saranno consegnati i primi C919, «il grande aereo cinese» come è stato ribattezzato. Prodotto dal colosso Comac (Commercial aircraft corporation of China) è il simbolo del livello tecnologico raggiunto dall’industria aerospaziale cinese. E potrebbe essere proprio il C919 (e la Comac) ad essere favorito dalla guerra commerciale appena iniziata tra Usa e Ue. Così quandoTrump ha annunciato di voler imporre dazi sui prodotti europei come rappresaglia per gli aiuti forniti ad Airbus, il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire ha sottolineato che un’escalation dello scontro non avrebbe alcun senso, anzi finirebbe per favorire i concorrenti in Cina.

Tra i due litiganti il terzo gode. Suona più o meno così il messaggio inviato da Parigi a Washington per porre fine alla lunga disputa sui sussidi erogati da Ue e Stati Uniti rispettivamente ad Airbus e Boeing. La minaccia dell’espansionismo delle aziende statali di Pechino è un tema che preoccupa molto l’Ue. «Uno scontro tra Boeing e Airbus sarebbe assurdo semplicemente perché le nostre due industrie sono totalmente intrecciate, dipendiamo uno dall’altro per un certo numero di componenti», ha ricordato Le Maire parlando all’Istituto francese di relazioni internazionali. «Una guerra commerciale potrebbe essere sfruttata dalla Commercial Aircraft Corp of China, l’azienda aerospaziale cinese controllata dallo stato che rappresenta la speranza del governo di Pechino di promuovere l’industria nazionale di aeromobili come player globale». Meglio quindi unire le forze, è l’invito di Parigi, che indebolirsi attraverso una guerra di dazi e contro dazi.

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Bruxelles ha già previsto misure di rappresaglia per 20 miliardi di dollari contro i prodotti Usa. Questo il valore della lista indicativa di merci americane che saranno sottoposte a dazi, predisposta dalla Commissione Ue in risposta agli 11 miliardi di merci europee, tra cui pecorino e prosecco italiani, che Washington ha annunciato di voler colpire qualche giorno fa. Secondo quanto apprende l’Ansa, la lista, trasmessa oggi per esame ai singoli Stati membri, verrà ufficialmente pubblicata mercoledì e sottoposta a consultazione. Gli Stati Uniti hanno annunciato che prima di rendere effettivi i dazi attenderanno che il Wto stimi il valore di quelle che vengono definite ‘contromisure’ rispetto ai sussidi europei ad Airbus. Un tema che, insieme a quello degli aiuti dati, secondo l’Ue, da Washington alla Boeing è da 14 anni al centro di un forte contenzioso. Secondo gli Usa, infatti, i sussidi ad Airbus danneggiano la compagnia Boeing, che tra l’altro è entrata in crisi per i problemi al 737 Max che hanno causato l’incidente in Etiopia. «La Ue si è approfittata degli Usa sul commercio per molti anni. Questo finirà presto», ha twittato Donald Trump.

Gli incidenti mortali che hanno coinvolto due aerei Boeing 737 Max 8 in Etiopia e in Indonesia  hanno danneggiato gravemente l’immagine del costruttore statunitense. Una dopo l’altra, le compagnie aeree avevano deciso di tenere a terra questo modello di velivoli: le compagnie cinesi che hanno la più grande flotta di 737 Max, con 97 aerei, sono state le prime a fare questa scelta. Ma la Cina, come detto, ha un progetto ben più grande: sviluppare il Comac C919 che farà concorrenza alla gamma di A320 di Airbus e ai 737 di Boeing. Un progetto fortemente voluto dal presidente Xi Jinping per ridurre la dipendenza delle compagnie aeree cinesi dal duopolio Boeing-Airbus. Si contano già 815 ordini per il C919 da parte di 28 compagnie, perlopiù cinesi, secondo l’agenzia ufficiale Nuova Cina ripresa da Le Monde.

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