Salute

Morso profondo: cos’è e come correggerlo

La terapia ortodontica è tanto più efficace quanto più tempestivamente si interviene: oltre a correggere l’aspetto estetico previene conseguenze ben più gravi, che vanno dalle difficoltà di masticazione alle apnee ostruttive del sonno

Il morso profondo è una delle malocclusioni più conosciute e note tra i pazienti. Ma troppo spesso questo problema si considera come una semplice imperfezione estetica. Qualcosa da ignorare o magari da correggere in seguito. In realtà, per le conseguenze che ha, da problemi di masticazione e pronuncia alle apnee ostruttive del sonno, la correzione del morso profondo dovrebbe essere invece un’azione prioritaria.

Il morso profondo è una condizione in cui gli incisivi dell’arcata superiore coprono in modo eccessivo quelli inferiori. Normalmente gli incisivi superiori coprono gli inferiori di circa 2 mm. Quando si arriva a 4 mm o più siamo davanti a un caso di morso profondo o coperto. In alcuni casi, gli incisivi superiori possono arrivare a toccare con il loro margine la gengiva vestibolare degli incisivi inferiori, mentre quelli inferiori possono arrivare a toccare il palato. In entrambe le condizioni si creano delle lesioni alle mucose e danni ai tessuti di sostegno dei denti che possono essere gravi.

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I sintomi del morso profondo, oltre all’aspetto estetico dell’arcata superiore ed il sorriso gengivale, riguardano aspetti diversi della salute orale: difficoltà alla masticazione, alla respirazione e alla pronuncia di determinate parole e maggiore predisposizione alla carie e alla parodontite. A causa del morso profondo, che determina un muro nella parte anteriore della bocca, la mandibola tende a crescere arretrata e ciò determina un’invasione del tratto aereo posteriore (Pas) e la conseguente riduzione del flusso respiratorio con insorgenza di apnee ostruttive del sonno (Osas).

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Inoltre, il morso profondo può causare problemi posturali e alla colonna vertebrale. Un paziente affetto da questa patologia, infatti, di frequente tende ad assumere una postura anomala. La posizione del cranio rispetto alla colonna vertebrale, infatti, non è stabilita soltanto dai muscoli del collo, ma anche da un sistema formato dai muscoli sottoioidei, dai sopraioidei e dagli elevatori della mandibola. Quindi la mandibola ha un ruolo preponderante nel sistema posturale. Osservando i pazienti con morso profondo si può spesso constatare una postura curva. Per di più, proprio per la postura del capo, il paziente può presentare un’accentuazione della lordosi cervicale e dolori nella zona cervicale.

La terapia del morso profondo è tanto più efficace quanto più tempestivamente si interviene. Avviare una terapia ortodontica durante la crescita, dai circa sei anni fino all’età dello sviluppo, è molto importante. Essendo una problematica di natura scheletrica, se si intraprende una terapia mediante apparecchiature ortodontiche funzionali (con apparecchi mobili) durante la fase di sviluppo osseo del bambino e in età pre-adolescenziale, ci saranno buone probabilità di guidare la crescita verso una occlusione fisiologica che elimini il morso profondo in via di formazione. Viceversa, intervenendo a crescita ormai ultimata, sarà impossibile modificare i rapporti ossei esistenti (a meno di ricorrere alla chirurgia maxillo-facciale nell’adulto) ed il trattamento sarà limitato alle sole strutture dentali.

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Cristina Vitale

Odontoiatra. Specialista in ortognatodonzia Università degli Studi di Torino. Dottore di ricerca in scienze ortodontiche e pedodontiche Università degli Studi di Messina. Socio S.I.D.O. (Società italiana ortodontisti) e A.S.I.O. (Associazione specialisti italiani ortodonzia). Consulente in Ortognatodonzia ed Odontoiatria infantile presso lo studio del Dott. Massimo Vitale in Giadini Naxos (ME) e presso diversi studi Odontoiatrici in Sicilia. Consulente in Ortogantodonzia presso studi Odontoiatrici di Roma.

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