Italia

«Da grandi riapriremo i forni di Auschwitz»: bullismo antisemita tra adolescenti

È successo in un scuola di Ferrara. Il ministro dell’Istruzione Bussetti: «Atti non tollerabili». Salvini: «Incontrerò il ragazzo»

Nella città di Giorgio Bassani succede anche questo. In una scuola media di Ferrara dei ragazzini hanno rivolto ad un loro coetaneo, di religione ebraica, insulti antisemiti: «Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di…». A riportare l’episodio è il Resto del Carlino con la testimonianza della rappresentante di classe, e madre di una alunna della scuola, anche lei di origine ebraica e nipote di sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. «È inaccettabile – dice la portavoce – che accadano simili episodi. Non si può far passare sotto silenzio questo chiaro segnale di antisemitismo strisciante. Mi spaventa ancora di più perché questo sentimento evidentemente alberga anche tra i bambini».

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Dell’episodio di bullismo, che avviene tra l’altro nella città che ospita il Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah (Meis), è stata informata la dirigente scolastica dell’istituto. «I due ragazzi hanno capito, si sono scusati – spiega – Ora devono comprendere che per ogni comportamento c’è una conseguenza. Quale? Lo decideremo nel prossimo consiglio di classe straordinario. Non bisogna minimizzare ma contestualizzare». Andrea Pesaro, guida della comunità ebraica ferrarese, è preoccupato per quella frase di odio: «Dove un ragazzino può trovare quelle parole? Una nozione così specifica, chiara, violenta come quella dei forni? Bisogna capire le radici di questo antisemitismo, da quali canali può essere arrivato fino a raggiungere un bambino».

Il caso ben presto è diventato politico. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini parla di «inaccettabile episodio di bullismo e razzismo. Ancora più spregevole perché avvenuto in una scuola. Sarò presto in città e vorrei incontrare il ragazzo e la sua famiglia e gli insegnanti, insegnanti che certamente riusciranno a evitare che simili episodi di violenza si ripetano in futuro». «La scuola è e deve essere luogo di solidarietà, di inclusione, di accoglienza, di condivisione, di pace – aggiunge il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – Non sono tollerabili atti di antisemitismo e di razzismo. Per questo, ho attivato subito il nostro Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna chiedendo di approfondire il caso emerso in una scuola di Ferrara e di fornire ogni supporto necessario affinché non si ripeta nulla di simile in futuro».

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