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Da Notre Dame a La Fenice: quando il fuoco distrugge l’arte

Come la cattedrale di Parigi, anche il teatro Petruzzelli di Bari e La Fenice di Venezia sono stati quasi distrutti da incendi e rinati a nuova vita dopo intensi lavori di ricostruzione

Il fuoco, doloso o accidentale, ha distrutto nell’ultimo secolo molte sedi della cultura in Italia e nel mondo. Notre Dame, cattedrale di Parigi, capolavoro gotico e patrimonio dell’umanità, è stata divorata da un incendio ma la sua struttura, la facciata e i suoi tesori sono stati salvati. La sua guglia, però, è crollata dopo essere stata preda per più di un’ora delle fiamme. «Ricostruiremo Notre Dame ancora più splendidamente e voglio che venga completata in cinque anni, possiamo farlo», ha detto il presidente Macron.

Ma questo non è l’unico episodio in cui l’arte è stata minacciata da un rogo di vaste dimensioni. Lo sa bene l’Italia: il teatro Petruzzelli di Bari e La Fenice di Venezia sono stati quasi distrutti da incendi e rinati a nuova vita dopo intensi lavori di ricostruzione. Era il 27 ottobre 1991 quando un incendio appiccato da una mano ignota distrusse il Teatro Petruzzelli di Bari, il quarto più grande d’Italia. Da poche ore si era conclusa la rappresentazione della “Norma” di Bellini, la cui ultima scena è proprio quella di un rogo, per uno strano gioco del destino. Sembrava quasi tutto perduto, solo il collasso della cupola, soffocando le fiamme, ne ha impedito la distruzione totale, e invece, dopo 18 anni di lavori senza sosta, realizzati grazie a finanziamenti pubblici, è rinato dalle sue stesse ceneri nel settembre del 2009.

Un’altra pagine triste della storia italiana è rappresentata dall’incendio che nel 1996 ha distrutto il teatro La Fenice di Venezia. Era il 29 gennaio di quell’anno quando un rogo doloso divampò nella struttura. Anche in questo caso, come a Bari, ci si mise subito all’opera per avviare la ricostruzione. Al motto di “com’era dov’era”, lo stabile è stato prima messo in sicurezza e dopo il dissequestro si è passati alla rimozione delle macerie, fino alla nuova inaugurazione avvenuta il 14 dicembre 2003 quando Riccardo Muti, in diretta tv, ha diretto il primo concerto della rinata struttura. Non era, inoltre, la prima volta che succedeva una cosa del genere: sempre La Fenice era stata minacciata dalle fiamme già nel 1836, probabilmente a causa del malfunzionamento di una stufa.

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E fu sempre un incendio, il 25 aprile 1982, a distruggere il Palazzo del Vignola a Todi provocando un bilancio di 35 morti e oltre 40 feriti. Nell’ultimo giorno di apertura di una grande mostra di antiquariato, le fiamme, scaturite per cause mai realmente chiarite (un corto circuito o un mozzicone di sigaretta oppure la deflagrazione improvvisa di gas, come ipotizzato dai periti di parte dell’organizzatore della mostra) si propagano rapidamente, favorito dai materiali infiammabili (tessuti e moquette) utilizzati per l’allestimento della mostra. Il Palazzo, privo di adeguate uscite di sicurezza, è gremito di gente: molti faticano a trovare una via di uscita, mettendosi in salvo nei modi più vari. Sulla facciata del palazzo, nel frattempo restaurato e nel 1993 riaperto al pubblico, nel 2008 è stata collocata una lapide in memoria delle vittime.

Nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 aprile del 1997, poco prima di mezzanotte, un furioso incendio si sviluppa nella Cappella della Sindone posta tra la Cattedrale torinese e Palazzo Reale. Le fiamme devastano la cappella barocca seicentesca progettata da Guarino Guarini e si estendono al torrione nord-ovest del palazzo distruggendo alcune decine di quadri preziosi. Solo alle luci dell’alba i vigili del fuoco riescono a spegnere definitivamente le fiamme. La Sindone non viene direttamente interessata dall’incendio poiché il 24 febbraio 1993, per consentire i lavori di restauro della Cappella, è stata provvisoriamente trasferita al centro del coro della Cattedrale, dietro all’altare maggiore.

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