Salute

Probiotici e allergie: che relazione c’è?

Naso che cola e occhi irritati sono alcuni tra i sintomi tipici dell’allergia di stagione ai pollini. Un modo per ridurne l’entità potrebbe essere assumere una combinazione di bifidobatteri e lattobacilli

Da qualche decennio si assiste ad un preoccupante incremento della prevalenza di malattie allergiche come asma, rinite allergica e allergie alimentari, soprattutto nei Paesi industrializzati. Almeno il 20% della popolazione europea è affetto da una forma allergica, mentre a livello mondiale le allergie sono le patologie croniche più comuni nei bambini. Alla nascita, il sistema immunitario non è ancora sviluppato, perché all’interno dell’utero materno il bambino non ha incontrato quasi nessun antigene. Il neonato acquisisce i primi microorganismi già nelle prime 48 ore dalla nascita. Lo sviluppo del sistema immunitario nei primi giorni di vita è fondamentale: fin dalla nascita, quindi, il microbiota intestinale del bambino può modulare le risposte immunologiche e antinfiammatorie e, pertanto, influenzare l’insorgere di sensibilizzazioni e allergie. La prevalenza delle malattie allergiche in soggetti con un parente di primo grado allergico è del 20-30%.

Recenti studi evidenziano che alcuni ceppi probiotici sono in grado di alleviare i sintomi da rinite allergica e di ridurre significativamente la durata e l’impatto delle infezioni respiratorie. Le linee guida internazionali suggeriscono di considerare l’uso di probiotici già in gravidanza, ciò favorirebbe la naturale produzione di immunoglobuline concorrendo al rinforzo delle attività della mucosa intestinale e alla maturazione delle funzioni immunitarie. I probiotici sono microrganismi naturali compatibili con quelli naturalmente presenti nell’intestino e compongono, insieme ai prebiotici, l’ecosistema intestinale il quale fra microrganismi innocui e patogeni ospita più di 400 specie. L’azione principale è senza dubbio quella che esercitano sull’intestino in quanto numerosi studi confermano che il 70% del sistema immunitario risiede proprio al suo interno. L’ecosistema intestinale rappresenta la prima valida barriera dell’organismo contro le infezioni; la sua attività, se equilibrata, influenza positivamente sia l’attività digestiva che quella immunitaria. La World Gastroenterological Organization (Wgo),  l’American Academy of Allergy, l’Astana & Immunology e l’European Academy of Allergy and Clinical Immunology nel quadro delle applicazioni cliniche dei probiotici fanno riferimento anche al trattamento delle malattie allergologiche respiratorie.

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La possibilità di alterare a scopo terapeutico il microbioma è l’approccio migliore nei casi, ad esempio, di asma o allergie alimentari. Un’alterazione dell’ecosistema intestinale contribuisce all’evoluzione e alla manifestazione di patologie allergiche. Asma, allergie alimentari e riniti allergiche legate soprattutto ad allergie stagionali ai pollini colpiscono sempre più gli individui con tali alterazioni, è quindi ipotizzabile intervenire sulle popolazioni batteriche con l’utilizzo di probiotici per prevenire e trattare le patologie allergiche. Naso che cola e occhi irritati sono alcuni tra i sintomi tipici delle allergie stagionali ai pollini: recenti ricerche hanno dimostrato che l’uso dei probiotici ha alleviato notevolmente tali sintomi, in particolare la combinazione di bifidobatteri e lattobacilli. L’ipotesi è che i probiotici potrebbero riuscire a regolare la risposta immunitaria dell’organismo aumentando la percentuale di cellule T regolatorie.

L’assunzione di probiotici ovviamente va associata innanzitutto alla terapia farmacologica e mai sostituita ad essa. Una consulenza nutrizionale, successiva alla visita specialistica otorinolaringoiatrica, è un valido e fondamentale supporto per stabilire un regime alimentare adatto alle problematiche derivanti dalle allergie respiratorie. Infatti, oltre ai prodotti reperibili in farmacia e parafarmacia molti alimenti contengono probiotici naturali quali yogurt, formaggi fermentati, the kombucha (bevanda fermentata a base tra l’altro di aceto di mele), miso (pasta fermentata ottenuta dai fagioli gialli), kefir (bevanda fermentata simile allo yogurt), crauti. Non vi è alcun dubbio che una corretta alimentazione, sotto stretto controllo di un nutrizionista, può portare un notevole contributo nel migliorare la qualità della vita nei soggetti allergici.

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Maria Teresa D'Agostino

Laureata presso l’Università degli Studi di Catania con il massimo dei voti e la lode è esperta in nutrizione clinica. Abilitata all’Esercizio della Professione dal 2012. Si è perfezionata presso L’Accademia Internazionale di Nutrizione clinica di Roma con il massimo dei voti. Socia SINU (Società di Nutrizione Umana) dal 2017. Tutor aziendale presso l'Università di Catania, Facoltà di Scienze e Tecnologie Alimentari.

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