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Il viaggio di Greta tra Strasburgo e Roma

Prima di arrivare in Italia la giovane ambientalista ha tenuto un discorso al Parlamento europeo in cui ha ribadito l’importanza di misure urgenti. Poi nella Capitale l’incontro con Bergoglio, il convegno al Senato e la manifestazione a piazza del Popolo

«Non c‘è un piano B», «Abbiamo solo 12 anni per salvare il Pianeta», «Riscalda il tuo cuore e non il tuo pianeta». C’è l’appello di una generazione nelle scritte dei cartelli dei ragazzi e delle ragazze del Fridays for future. Oggi a Roma migliaia di giovani provenienti da tutta Italia (25mila secondo gli organizzatori, 3.500 secondo la questura) sono scesi di nuovo in piazza per chiedere ai governi di agire, presto e in maniera decisa, per arginare il fenomeno del cambiamento climatico. La ragazza simbolo del movimento, la sedicenne svedese Greta Thunberg, è con loro in piazza del Popolo: «La sola cosa di cui abbiamo bisogno è il futuro. E la cosa più triste è che la maggior parte bambini non è consapevole del destino che ci aspetta. L’umanità si trova a un bivio e noi dobbiamo decidere il cammino da intraprendere. Noi lo abbiamo capito e aspettiamo che gli altri seguano il nostro esempio».

La prima immagine mediatica di Greta Thunberg l’abbiamo tutti impressa nella mente: una giovanissima ragazza dalle trecce bionde e il volto serio seduta davanti al parlamento svedese. Affianco a lei solo un cartello con scritto: “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero della scuola per il clima”). Poi quel cartello è diventato la fonte d’ispirazione per altri studenti, che in diversi paesi hanno iniziato a organizzare marce e manifestazioni sul clima, sempre di venerdì. Ed oggi al Fridays for future di Roma c’era anche lei: «Siamo noi, i ragazzi, ora a muoverci e a chiedere azioni concrete. E lo facciamo perché finora non lo ha fatto nessuno. Lo facciamo anche perché, quando saremo vecchi, ci guarderemo indietro e diremo che abbiamo fatto tutto quello che potevamo», ha detto l’attivista che ha dato il via al movimento che sta risvegliando le coscienze ambientaliste di tutto il mondo.

Prima di arrivare in Italia, Greta ha tenuto un discorso al parlamento Europeo in vista delle elezioni di maggio. Il messaggio che ha voluto mandare è sempre lo stesso: fate presto o sarà troppo tardi. Mancano poche settimane alle votazioni europee. Greta sa meglio tutti che le tempistiche per invertire la rotta sul clima sono strettissime: per fermare il global warming è necessario che la politica si impegni immediatamente e in prima persona per ridurre le emissioni di CO2. «Mi aspetto che il parlamento faccia qualcosa ora, perché non abbiamo molto tempo», ha detto nel suo intervento a Strasburgo il 16 aprile.

Nel suo viaggio in Italia, Greta è riuscita a intercettare anche Bergoglio. La transenna che divideva il pontefice dalla folla non le ha impedito di mettere in bella vista uno dei suoi cartelli da mostrare al Papa: «Join the climate strike», unisciti allo sciopero del clima. «Ho ringraziato il Papa per la lotta per il clima e lui mi ha detto: “Vai avanti, Greta!”», ha raccontato dopo l’incontro. Sul cartello si intravedeva anche un riferimento a “Laudato si’”, l’enciclica “verde” di Francesco, un «invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta».

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Prima di scendere in piazza con gli attivisti italiani per l’ennesimo appuntamento di Fridays for future ieri è stata a Palazzo Madama per il convegno “Clima: il tempo cambia, è tempo di cambiare”. «Ci avete rubato il futuro. Ci avete mentito, ci avete dato delle speranze false, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare, ed è così ma solo per ora. Parlo a nome della mia generazione e di quelle future: nel 2030 avrò 26 anni e mi dicono che quella sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non sono così sicura di questo», ha detto la sedicenne svedese. «Siamo scesi in piazza non per farci i selfie ma perché vogliamo che agiate, che prendiate delle misure. Manifestiamo perché vogliamo rimpossessarci dei nostri sogni e speranze».

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