Economia

Iva, quanto pesano i consumi in Europa?

In Francia l'aliquota ordinaria è al 20%, in Italia al 22% ed è destinata ad aumentare se scatteranno le clausole di salvaguardia

Non è invenzione del governo gialloverde. L’aumento dell’Iva legato alle clausole di salvaguardia è ormai prassi dal 2011: prima si prevede un rincaro automatico a copertura di spese pubbliche già decise, poi si tenta di disinnescarlo. Il governo Conte ha tempo fino al primo gennaio del 2020 per recuperare 23 miliardi di euro: i soldi necessari per rispettare impegni europei e mantenere in piedi i conti pubblici. Nella versione della legge di Bilancio, l’Iva ordinaria è destinata a salire dal 22 al 25,2% dal 2020 (e poi al 26,5% dal 2021), mentre per quella di seconda fascia al 10% si prevede un rialzo al 13% (rimarrebbe invariata quella al 4% sui generi di prima necessità). L’Iva, dunque, aumenterebbe di tre punti percentuali diventando tra le imposte sui consumi più alte in Europa.

L’imposta sul valore aggiunto, adottata in sessantotto Paesi del mondo (tra i quali anche vari membri dell’Unione europea), è applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, di scambio di beni e servizi. Come in Italia, in Spagna i beni alimentari di prima necessità hanno un’Iva al 4%. Aliquota super-ridotta anche per alloggi sociali e alcuni medicinali di prima necessità. Sui farmaceutici salvavita in Spagna si scende fino al 4%, mentre in Italia è al 10% (che diventerà 13% se scatteranno le clausole di salvaguardia).

LEGGI ANCHE: Aumento Iva, sulle famiglie italiane incombe una tassa da 538 euro

In Francia l’aliquota ordinaria dell’Iva è al 20%, tra le più alte d’Europa. Tuttavia sono presenti ben tre aliquote ridotte: la mini imposta al 2,1% si applica su alcuni prodotti farmaceutici, su alcuni giornali e periodici alcuni animali destinati all’uso come prodotto alimentare. C’è poi il 5,5% su prodotti e servizi quali alimentari di prima necessità, le mense scolastiche, forniture d’acqua, attrezzature mediche per disabili e libri (esclusi quelli con contenuti pornografici o violenti). Per altre attività come ammissione ai parchi di divertimento (con aspetto culturale) o hotel si applica invece il 10%.

In Germania l’aliquota ordinaria è solo al 19%: abbigliamento, pc e smartphone e veicoli a motore hanno un’imposta minore rispetto a Francia (20%), Spagna (21%) e Italia (22%). Ma viene estesa anche ai prodotti farmaceutici. È prevista una Iva più bassa (7%) solo per servizi sociali, cure mediche e dentistiche e attrezzature mediche per disabili. Gli altri prodotti a cui è estesa l’aliquota ridotta (7%) sono i prodotti alimentari di largo consumo, la sistemazione in albergo e la legna da ardere.

Tags

Related Articles

Back to top button
Close