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Pasqua di sangue in Sri Lanka: esplosioni in chiese e alberghi

Sei attentati simultanei, due a distanza di ore. Almeno 215 morti, oltre 500 feriti. Nessuna rivendicazione

Otto esplosioni in hanno squassato lo Sri Lanka la mattina di Pasqua e ucciso almeno 215 persone e ne hanno ferite almeno 500. Tra le vittime, secondo la Bbc, ci sarebbero 35 stranieri. Dal ministero degli Esteri italiani confermano che «l’unità di crisi della Farnesina è al lavoro per effettuare verifiche sugli attacchi in Sri Lanka». I cittadini stranieri colpiti dagli attacchi sono, secondo quanto rivelato finora da fonti ospedaliere rilanciate da siti locali e dalle agenzie di stampa, di nazionalità turca, cinese, olandese, britannica, danese, giapponese, statunitense, marocchina, indiana e bangladese.

Sei esplosioni si sono verificate in simultanea alle 9.30 del mattino, ora locale. Un’ora dopo c’è stata una settima esplosione in un albergo nel sobborgo di Dehiwala, ne è seguita un’ottava nel sobborgo di Dematagoda, sempre a Colombo. Si sospetta che la maggior parte degli attacchi siano opera di kamikaze. Una delle chiese colpite dall’esplosione è Sant’Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. I tre alberghi sono tutti a Colombo. AFP ha scritto che almeno 45 persone sono state uccise negli attentati a Colombo, 67 sarebbero invece state uccise nell’attacco a Negombo e 25 a Batticaloa. Il primo ministro dello Sri Lanka Ranil Wickremesinghe, con un messaggio su Twitter, ha “condannato il codardo attacco” e ha convocato il Consiglio di sicurezza.

Al momento non ci sono state rivendicazioni. Il Paese, per decenni, è stato martoriato da una guerra civile, combattuta con i separatisti Tamil, terminata nel 2009. Ma il capo della polizia dello Sri Lanka aveva emanato un’allerta a livello nazionale 10 giorni fa segnalando il rischio di attentati kamikaze contro «chiese importanti». L’ufficiale, Pujuth Jayasundara, aveva segnalato la minaccia l’11 aprile, allertato da un servizio di intelligence straniero, secondo il quale il gruppo radicale islamico National Thowheeth Jama’ath (Ntj) stava «pianificando di compiere attacchi suicidi contro chiese importanti come pure l’alta commissione indiana a Colombo». Il gruppo radicale islamico Ntj è noto dall’anno scorso, quando era stato collegato ad una serie di atti vandalici contro simboli buddisti.

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