Italia

Italia penultima in Ue per numero di laureati under 35

L’Europa raggiunge l'obiettivo del 40% di laureati, ma con vistose eccezioni. A partire dall’Italia che tra i 28 Paesi è in coda con il 27,8%, superata solo dalla Romania

L’Italia si conferma povera di laureati. Mentre l’Europa conquista e supera, anche se di poco, il target del 40% di laureati, il nostro Paese si posiziona al penultimo posto con il 27,8% di laureati, superata solo dalla Romania con il 24,6%. L’Italia è anche tra i Paesi che conta più abbandoni agli studi, dopo Spagna, Malta e Romania.

Nel 2018, secondo Eurostat, solo poco più di un italiano di età compresa tra i 30 e 34 anni su quattro (27,8%) aveva completato la propria istruzione terziaria (universitaria o equivalente): è la più bassa percentuale dell’Unione Europea dopo quella della Romania (24,6%). Va però segnalato che comunque l’Italia ha fatto un buon balzo in avanti: nel 2002 contava una quota di laureati del 13,1%. In poco meno di 20 anni li ha quasi raddoppiati. L’Italia, dunque, ha centrato il suo obiettivo fissato nell’ambito del programma Europa 2020, come pure l’Ue: l’obiettivo dell’Unione era di avere almeno il 40% dei 30-34enni che avessero completato la propria educazione terziaria entro il 2020, e nel 2018 nell’Ue la percentuale è stata del 40,7%.

LEGGI ANCHE: Skill mismatch: quando la formazione non crea lavoro

Una crescita importante, questa, che è stata ancora più significativa per le donne: se nel 2002 risultavano laureate (nella fascia d’età 30-34 anni) nel 24,5% dei casi nel 2018 sono diventate il 45,8 per cento. Un aumento che però vede grandi differenza all’interno dell’Europa. Spiccano innanzitutto le performance dei Paesi nordici dove oggi praticamente un giovane su due risulta laureato: in Irlanda la quota raggiunge il 56,3%, in Olanda il 49,4%, in Danimarca il 49,1%, nel Regno Unito il 48,8%, in Francia il 46,2% e in Spagna il 42,4%. Poco più indietro la Germania con il 34,9%.

L’Italia, inoltre, è ai primi posti per i casi di abbandono degli studi. In Europa la percentuale di giovanissimi (18-24 anni) che hanno lasciato in anticipo gli studi erano il 10,6% nel 2018, in calo rispetto al 17% che era stato registrato nel 2002. In Italia chi non continua a studiare, ma neanche a formarsi dopo il primo ciclo di scuola secondaria, è invece il 14,5% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni. In questo caso risultiamo al quarto posto di questa speciale classifica che vede in cima la Spagna con una quota del 17,9% seguita da Malta (17,5%) e Romania (16,4%). In Europa i Paesi invece che hanno meno abbandoni in anticipo sono la Croazia (3,3%), la Slovenia (4,2%), Lituania (4,6%), Grecia (4,7%), Polonia (4,8%) e Irlanda (5%).

Tags

Related Articles

Back to top button
Close