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«Dobbiamo rimuovere la Gioconda dal Louvre?»: l’appello per salvare l’italiano

Intellettuali contro la riforma del liceo voluta dal governo Macron che ha dimezzato i posti per l’insegnamento della nostra lingua. Fra i firmatari Luciano Canfora, Andrea Camilleri e Dacia Maraini

Il governo di Macron ha dimezzato i posti per insegnare l’italiano nelle scuole francese e il taglio rischia di creare un’ulteriore frattura nei rapporti tra Italia e Francia. Intanto, intellettuali francesi e italiani hanno sottoscritto un appello per chiedere al presidente francese di non strangolare ulteriormente l’insegnamento della lingua italiana, già molto sacrificato negli ultimi anni. A pochi giorni dalla visita del presidente Sergio Mattarella in Francia per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci a Amboise il 2 maggio 1519, gli autori dell’appello sottolineano la lunga amicizia fra i due Paesi fatta di «fruttuosi scambi culturali ed economici».

Il taglio si inserisce in un ridimensionamento generale voluto dal governo in materia scolastica. Per il canale dell’Agrégation, che consente di insegnare nei licei, i posti si sono dimezzati e per il 2019 sono soltanto cinque. Per il Capes, che abilita alla docenza nelle scuole medie, si è passati da 28 a 16, quando solo nel 2013 erano ben 64. Quindi l’appello al ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer, affinché ripristini un numero di posti tale da consolidare l’insegnamento dell’italiano: «Lasciar deperire l’insegnamento dell’italiano in Francia sarebbe altrettanto insensato che togliere la Gioconda dalle collezioni del Louvre, bandire Dante, Machiavelli, Galileo, Verdi o Eco dal nostro patrimonio culturale».

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Nel testo, firmato tra l’altro, dagli scrittori Andrea Camilleri e René de Ceccatty, da Luciano Confora a Julie Gayet (attrice e compagna dell’ex presidente François Hollande) da Emma Dante all’attrice Jeanne Balibar (figlia del filosofo Etienne Balibar), da Dacia Maraini allo storico e sociologo Marc Lazar, si lamenta che «il numero dei posti messi a concorso conosca da un paio d’anni una caduta senza precedenti. Nessun’altra lingua vivente, nello stesso periodo, ha subito amputazioni tanto violente». Peraltro la richiesta di studiare l’italiano da parte dei ragazzi francesi, e in generale europei, in questi anni, non è affatto diminuita.

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