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Mattarella e Macron sulla tomba di Leonardo

Prove di riconciliazione con Parigi. «Sono qui per testimoniare l'amicizia tra Italia e Francia» ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Amboise per le celebrazioni per i 500 anni dalla morte del genio italiano

Lui è quello che provò a volare sopra le colline di Firenze. Lui è quello che incise la bellezza incantata della Gioconda. Lui è quello che disegnò la perfezione euclidea dell’uomo vitruviano. Lui è stato tutto: pittore, scultore, scenografo, scrittore, scienziato, inventore, anatomista. Un genio. Anzi, il Genio. Ad aprire le celebrazioni per i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci sono stati il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che hanno deposto una corona di fiori sulla sulla sua tomba nella cappella che si trova davanti al castello di Ambois. Proprio qui, nel 1516, Francesco I aveva accolto il grande artista e inventore italiano.

«Sono qui per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia» ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le celebrazioni congiunte per i 500 anni della morte di Leonardo arrivano dopo mesi di tensioni diplomatiche tra Parigi e Roma inasprite dal sostegno del M5S ai gilet gialli francesi, al punto che la Francia era arrivata a richiamare brevemente il suo ambasciatore a Roma. L’europeismo di Mattarella è stato essenziale nell’allentare la tensione, filtra dagli uffici di Macron. «Mattarella ha svolto un ruolo molto importante durante la recente crisi politica tra Italia e Francia» fanno sapere fonti dell’Eliseo, aggiungendo che adesso con Roma «c’è un dialogo politico che prosegue».

«I rapporti tra Italia e Francia sono sempre stati rapporti di straordinaria eccellenza. I legami tra Francia e Italia e tra francesi e italiani sono i migliori possibili e l’amicizia che oggi viene riconfermata dal presidente Macron e da me è un’amicizia a prova di qualunque cosa», ha detto Sergio Mattarella. Dichiarazioni che Macron conferma parola per parola: «Il legame tra i nostri due Paesi e i nostri cittadini è indistruttibile. È molto più forte e più profondo di quanto non lo sia tra noi al nostro livello. Sono molto contento di ricevere il presidente Mattarella ed onorare con lui la memoria di Leonardo da Vinci, questo legame che coloro che hanno saputo inventare, fare e dirigere hanno creato fra i nostri due Paesi nel Rinascimento. È stata un’epoca estremamente forte per l’amicizia fra Italia e Francia, in cui un genio è venuto a finire i suoi giorni in Francia su invito di un giovane re francese».

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