Italia

A scuola torna l’educazione civica

La proposta di legge prevede le reintroduzione di 33 ore annuali, il voto in pagella e la valutazione finale. Ora il testo dovrà passare al Senato per l’esame definitivo

La Camera ha dato il via libera alla proposta di legge che reintroduce l’educazione civica come materia obbligatoria nella scuola primaria e secondaria. La proposta prevede le reintroduzione di 33 ore annuali, il voto in pagella e la valutazione finale. Approvato anche l’emendamento che prevede il superamento di sanzioni disciplinari, note sul registro ed espulsioni per i bambini delle scuole elementari. Ora il testo dovrà passare al Senato per ricevere l’esame definitivo.

«L’educazione civica – si legge nel testo del provvedimento – sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono avviate dalla scuola d’infanzia». L’insegnamento è dunque affidato ai docenti, con particolare attenzione a Costituzione, istituzioni dello stato e dell’Europa, Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, elementi fondamentali di diritto, educazione ambientale, educazione alla legalità, educazione al rispetto e al patrimonio culturale, promozione dell’educazione stradale e al volontariato. Anche i comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole per quanto attiene, in modo specifico, alla conoscenza delle amministrazioni locali e dei loro organi, nonché della storia del territorio.

Il vicepremier della Lega Matteo Salvini ha rivendicato il via libera al provvedimento come il raggiungimento di un obiettivo del governo: «Festeggio l’approvazione del ritorno dell’educazione civica in classe. Vita concreta contro inutili polemiche. Il prossimo passo sarà, fra due settimane, il si alla legge per le telecamere obbligatorie in asili e case di riposo». Di un «passo importante» parla il presidente della Commissione Cultura della Camera Luigi Gallo, che aggiunge: «M5S avremmo preferito che le ore fossero 34 anziché 33 annuali. Ma abbiamo accettato con l’obiettivo di accelerare il ritorno dell’educazione civica nella scuola italiana già dal prossimo anno e abbiamo ottenuto che nella scuola media e secondaria superiore sia assegnato agli insegnanti di diritto».

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Il provvedimento in generale non entusiasma l’Associazione nazionale presidi: «L’educazione civica va insegnata all’interno dell’insegnamento, già esistente, su ‘Cittadinanza e Costituzione’», ha detto il presidente Antonello Giannelli. «Non sempre questo è stato fatto: a questo insegnamento devono poter partecipare tutti gli insegnanti, si tratta infatti di una materia trasversale e non ha senso trasmettere nozioni astratte, come si faceva un tempo. L’insegnamento di Educazione civica, con il nuovo testo del Parlamento, viene riformulato: noi riteniamo che non sia necessario inserire un’ora in più di Educazione civica a scuola, anche perché se un’ora si inserisce, un’altra deve essere tolta. La disciplina è trasversale perché riguarda una serie di condotte e di competenze, e quindi può essere insegnata da vari docenti e non necessita di un orario specifico».

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