Italia

La nuova “tangentopoli” lombarda fa tremare Forza Italia e Lega

Arrestati diversi esponenti azzurri, tra cui Pietro Tatarella, candidato alle Europee, e il sottosegretario della Regione Lombardia Fabio Altitonante. Nelle carte anche il nome del governatore leghista Attilio Fontana, che ha rifiutato uno scambio corruttivo ma potrebbe essere indagato

Ancora una brutta storia di corruzione. È un’inchiesta che penetra nei palazzi del potere in Lombardia, comune, regione e aziende partecipate, quella che ha coinvolto 96 persone, di cui 43 agli arresti in carcere o ai domiciliari. Le accuse più gravi sono quelle di associazione a delinquere e corruzione finalizzate a pilotare appalti pubblici. Un sistema – dicono i magistrati – su cui pesa l’ombra del clan ‘ndranghetista Molluso. Sono 9 le persone a cui è contestata l’aggravante mafiosa.

L’inchiesta coinvolge imprenditori, amministratori pubblici e politici. Tra le persone arrestate ci sono anche tre politici locali: Pietro Tatarella, Fabio Altitonante e Gioacchino Caianello, tutti di Forza Italia. Il primo, consigliere comunale forzista a Milano, vicecoordinatore regionale di Forza italia è candidato alle elezioni europee, il secondo, Fabio Altitonante, è il commissario di Forza Italia a Milano, sottosegretario della Regione Lombardia con delega alla riqualificazione del terreno dell’Expo. In carcere anche l’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Gioacchino Caianiello. È lui che ha trascinato nelle carte dell’inchiesta il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Caianiello avrebbe provato a corromperlo ma il governatore della Lega ha declinato l’offerta, senza denunciarla. Fontana per ora è parte lesa ma i magistrati non escludono che possa essere indagato.

«Subito dopo l’elezione di Fontana alla carica di Presidente della Regione Lombardia – si legge nell’ordinanza – sono state intercettate diverse conversazioni dalle quali emerge la responsabilità di Gioacchino Caianiello per il reato di istigazione alla corruzione nei confronti del presidente Fontana». Gioacchino Caianiello è l’ex responsabile provinciale di Forza Italia a Varese e ha già alle spalle una condanna definitiva per concussione. Secondo i magistrati, Caianiello avrebbe proposto uno scambio al governatore lombardo: la nomina dell’attuale direttore di Afol Metropolitana (un’azienda partecipata dal Comune di Milano) alla direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia in cambio di una serie di incarichi a Luca Marsico, socio dello studio legale di Fontana.

Alle elezioni regionali del 2018 Marsico era stato silurato proprio da Caianiello che aveva deciso di puntare su un altro candidato. Ed è per questo che il ras di Forza Italia a Varese prova a trovare la quadra tra tutti gli interessi in campo: «Coniughiamo l’utile al dilettevole – dice Caianiello – io ti propongo Giuseppe come direttore generale qua, lui ha in mano questa società e non ha un cazzo a che vedere con la Regione.. lascia fare.. quindi da qui partono le consulenze per questo poveretto del tuo socio che non sa come arrivare a fine mese… e io ti ho risolto il problema». Fontana vuole risolvere la “grana Marsico”, ma rifiuta l’offerta. Il Governatore lombardo in questo momento è parte offesa ma la sua posizione potrebbe cambiare. I problemi per lui sono sostanzialmente due: non ha denunciato la proposta di Caianiello alle autorità; il suo socio, alla fine, ha ricevuto un incarico e proprio alla Regione, all’interno del Nucleo di valutazione degli investimenti. E su questo i pm vogliono vederci chiaro. «Su questo episodio – ha detto il procuratore di Milano, Francesco Greco – la posizione del presidente Fontana è in corso di valutazione».

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