Economia

Rapporto Ue: Italia ultima per crescita e occupazione

Secondo le nuove previsioni economiche con il Pil allo 0,1% il nostro Paese si conferma fanalino di coda dell’Europa. Lontano da Spagna, Francia e perfino dalla Grecia

La Commissione Europea taglia ancora la stima della crescita economica dell’Italia per quest’anno che, dallo 0,2% stimato nel febbraio scorso, passa allo 0,1%. Il nostro Paese si conferma così fanalino di coda dell’intera Unione Europea, con un differenziale ampio sia rispetto all’area euro – la cui crescita nel 2019 è stimata nell’1,2% (dall’1,9% del 2018) – sia rispetto alla Germania, che si posiziona al penultimo posto, la cui crescita per quest’anno è stimata in un +0,5%.

Tra i grandi Paesi dell’area euro, l’Italia resta lontana dalle stime della Spagna, che nel 2019 dovrebbe crescere del 2,1%, e anche dalla Francia (la cui crescita è stimata al +1,3%). Resta irraggiungibile anche la Grecia, che dopo essere cresciuta dell’1,9% nel 2018 (contro lo 0,9% italiano), quest’anno è attesa al +2,2%. Secondo le stime della Commissione, l’Italia dovrebbe tornare a crescere dello 0,7% nel 2020, anno che avrà due giorni lavorativi in più, quando l’area euro è data al +1,5%, ossia più del doppio, come la stessa Germania. Per l’esecutivo Ue, nel nostro Paese «visti i segnali positivi che giungono dagli indicatori a breve termine, l’attività economica è destinata a riprendersi all’inizio del 2019, ma la fiducia dei consumatori e delle imprese, ancora debole, suggerisce che la crescita della produzione guadagnerà spinta solo più avanti nel corso dell’anno».

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L’occupazione è negativa nel 2019 (-0,1%), unico segno meno in Ue. «È improbabile che il mercato del lavoro sfuggirà all’impatto dell’economia stagnante, come indicano le sommesse aspettative di impiego delle imprese. Ci si aspetta che la crescita dell’occupazione si arresterà nel 2019», mentre la disoccupazione sale all’11% «visto che è probabile che il reddito di cittadinanza indurrà più persone ad iscriversi nelle liste di disoccupazione e quindi ad essere contate come forza lavoro»: lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche sull’Italia. È anche l’unico Paese Ue dove gli investimenti sono negativi: -0,3% sull’anno precedente. Anche se risalgono nel 2020, resta comunque ultima con un aumento di 0,9%.

L’Italia resta dunque l’osservato speciale da parte di Bruxelles, come ha chiarito il commissario Pierre Moscovici: «La crescita italiana è molto contenuta e ha incidenza su conti. Bisognerà tornarci su, ma la Commissione valuterà la conformità col Patto nel pacchetto di primavera pubblicato a giugno, e terremo conto anche dei risultati 2018 così come il programma di riforme presentato il mese scorso». Bruxelles ha «avviato colloqui con il Governo, e in particolare con il ministro dell’economia, perché è importante, prima di avere una valutazione, avere una visione comune».

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