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Brexit, il Regno Unito parteciperà alle elezioni europee

«Sfortunatamente non sarà possibile finire le procedure per approvare la Brexit prima della data fissata per il voto europeo»: l’annuncio del vicepremier Lidington

Il ministro del Gabinetto britannico David Lidington ha confermato che il Regno Unito parteciperà alle elezioni europee, perché le trattative sulla Brexit non si sono ancora concluse e non si concluderanno prima del 23 maggio. «Sfortunatamente non sarà possibile finire le procedure per approvare la Brexit prima della data fissata per il voto europeo», ha ammesso il numero due del governo e braccio destro di Theresa May.

Una circostanza che obbliga Londra a prendere parte alle elezioni, con l’effetto di stravolgere gli equilibri che si erano annunciati per il dopo-voto. Le ultime speranze di evitare il voto per l’Eurocamera erano appese ai negoziati fra May e il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, ma ormai è dato per certo che i negoziati scavalcheranno il 22 maggio: la scadenza ultima fissata da Bruxelles per scongiurare le urne Ue a quasi tre anni dal referendum del giugno 2016. Secondo alcune indiscrezioni l’intesa con i laburisti potrebbe essere vicina, qualcuno la dà addirittura per fatta al 99%, ma in realtà le posizioni sembrano ancora lontane. Il partito di Jeremy Corbyn chiede la permanenza nell’unione doganale a tempo indeterminato. La premier May pare disposta a concedere di restare nell’unione doganale fino alle prossime elezioni politiche britanniche, lasciando al vincitore il compito di decidere come procedere in futuro.

Anche in caso di accordo servirebbe poi altro tempo per cambiare le leggi necessarie a implementare la Brexit. Così quando mancano due settimane al 22 maggio il vicepremier è uscito allo scoperto ammettendo quello che ormai quasi tutti prevedevano: anche la Gran Bretagna prenderà parte alle Europee. Andare alle urne il 23 maggio è doppiamente imbarazzante per Downing Street: perché sono passati quasi tre anni dal referendum con cui il Regno Unito ha deciso di uscire dalla Ue e a molti appare paradossale andare alle urne per eleggere i propri deputati al parlamento di Strasburgo; ma c’è anche l’imbarazzo di sapere che il risultato produrrà quasi certamente una umiliante sconfitta per il partito di governo secondo i sondaggi che predicono la vittoria del neonato Brexit Party di Nigel Farage, il quale propone di uscire dalla Ue senza più negoziare alcun accordo, con il cosiddetto “no deal”.

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Dal punto di vista procedurale, il totale degli eurodeputati tornerà al suo numero originario: 751, dopo essere stati tagliati a 705 nell’attesa di una Brexit entro il maggio 2019. Questo obbliga il Parlamento a riconteggiare i seggi aggiuntivi che erano stati assegnati ad altri paesi europei, visto che lo scenario-Brexit prevedeva che i 73 scranni del Regno Unito fossero in parte rimossi (46 seggi) e in parte (27 seggi) ridistribuiti ad altri Paesi, inclusa l’Italia. Gli eurodeputati che sarebbero stati eletti al posto dei colleghi britannici resteranno in stand by fino alla data di uscita del Regno Unito dalla Ue, in teoria fissata entro il 31 ottobre del 2019 dopo la nuova proroga concessa da Bruxelles.

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