Politica

Siri non è più sottosegretario, Conte ha firmato la revoca

Nel corso del Consiglio dei ministri il premier ha ufficializzato la revoca dell’incarico al sottosegretario alle Infrastrutture. Di Maio: «Caso chiuso, andremo vanti per altri 4 anni»

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ufficializzato la revoca dell’incarico ad Armando Siri, il sottosegretario leghista indagato per corruzione. Il decreto è stato firmato durante il Consiglio dei Ministri, e per essere effettivo dovrà essere firmato anche dal presidente della Repubblica. La Lega, con Salvini in testa, accetta dunque la sconfitta, rinnovando la fiducia nel premier Giuseppe Conte ma anche la volontà di difendere il sottosegretario Armando Siri, innocente fino a prova contraria. «Basta con i litigi e le polemiche – dicono fonti leghiste – ci sono tante cose da fare: flat tax per le famiglie, autonomia, riforma della giustizia, cantieri, sviluppo e infrastrutture. Basta chiacchiere e rinvii».

Le opposizioni e il Movimento 5 Stelle avevano chiesto fin da subito le dimissioni di Siri, peraltro già condannato per bancarotta fraudolenta nel 2011. «Non è una nostra vittoria», ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio in una conferenza stampa dopo il Cdm «ma una vittoria degli italiani onesti». «Non c’è principio di colpevolezza – ha sottolineato Di Maio -valuteremo sempre caso per caso come forza politica, ma ci vuole precauzione come istituzioni, perché teniamo alla credibilità di questo governo, non potevamo chiudere un occhio. Il caso Siri si chiude qui. Ora il governo potrà andare avanti per altri 4 anni».

LEGGI ANCHE: Nuove ombre su Siri: la procura di Milano apre un’inchiesta sull’acquisto di una palazzina

Prima della decisione finale di Conte c’è stato un lungo dibattito durato due ore: alla fine il Consiglio dei ministri non ha votato sulla proposta di revoca, procedimento che tra le altre cose avrebbe mostrato le divisioni interne del governo. Per rimuovere un sottosegretario è sufficiente l’accordo tra il presidente del Consiglio e il ministro competente, in questo caso Danilo Toninelli del M5s che aveva ritirato la delega alle Infrastrutture poco dopo l’ufficializzazione dell’inchiesta. «C’è stata una discussione molto franca e non banale. Ho ritenuto questo un passaggio politico e non meramente burocratico». C’è stato un confronto «leale» e «aperto», ha detto il presidente del Consiglio Conte al termine del Consiglio dei ministri. I cinquestelle e Conte si assumono così la responsabilità del “liceziamento” di Siri dal governo. Salvini incassa ma alza il tiro, annunciando di voler porre sul tavolo della riunione flat tax e autonomia. E riproponendo il tema dei cantieri: tre dossier con cui vuole diversificare i toni dello scontro.

Tags

Related Articles

Back to top button
Close