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Bambini dimenticati in auto: slitta l’obbligo dei seggiolini anti-abbandono

Lo ha rivelato Altroconsumo: manca il decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulle caratteristiche tecniche

L’entrata in vigore dell’obbligo di utilizzare seggiolini anti-abbandono in automobile, che doveva scattare il primo luglio, slitterà a dopo l’estate. Dopo l’approvazione definitiva, a fine settembre, della nuova legge che tutela i bambini sotto i 4 anni, si aspettava il decreto attuativo con le caratteristiche tecniche dei dispositivi salva bebè, del quale non c’è ancora traccia. È quanto denuncia l’associazione di consumatori Altroconsumo sul suo sito web.

La legge entrata in vigore a fine 2018 «si è limitata a introdurre l’obbligatorietà di questi sistemi rimandando ogni decisione sulle caratteristiche tecniche che questi dispositivi devono avere a un decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti», spiega Altroconsumo. Il decreto «ha visto la luce sotto forma di bozza di testo solo il 21 gennaio di quest’anno». Il testo, che è stato inviato per eventuali aggiustamenti all’ufficio Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea, sarebbe dovuto rimanervi fino al 22 aprile, ma – viene rilevato – a causa di una proroga ci rimarrà invece fino al 22 luglio. Solo allora il decreto finirà al Consiglio di Stato che dovrà dare parere positivo affinché venga pubblicato. Da quel momento dovranno passare altri 120 giorni affinché le disposizioni di legge sui sistemi anti-abbandono entrino in vigore. Il risultato, insomma, è «lo slittamento dell’obbligo a non prima del 19 novembre 2019», sostiene l’associazione dei consumatori.

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In risposta ad Altroconsumo, alcune fonti del ministero dei Trasporti fanno sapere che «la bozza di decreto ministeriale è stata approntata dalla direzione generale competente del Mit da diversi mesi e, come previsto dalla disciplina comunitaria, notificata alle competenti autorità comunitarie ai sensi della direttiva 2015/1535/UE». Infatti, sottolineano dal ministero di Danilo Toninelli, «al momento è in corso un’interlocuzione con l’Ue per affinare il testo. Consapevole dell’importanza della questione, già da tempo il Mit ha anche avviato una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema» .

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