Politica

Dal Tav alle autonomie: la lista nera della Lega con i “no” del M5s

Il manifesto dei leghisti comprende tutti i temi su cui il governo si è spaccato. E non è un caso che sia stato stilato a poche settimane dal voto europeo

Dall’autonomia regionale al Tav, passando per la castrazione chimica fino alla cannabis light: Lega e M5s trovano sempre nuovi terreni di scontro. L’unica cosa su cui sono d’accordo è non essere d’accordo. Man mano che le elezioni europee si avvicinano e che i sondaggi registrano le relative salite e discese, quella che va in scena è una tarantella di accuse, rimbrotti, attacchi frontali. E proprio in vista del voto la Lega ha stilato una «lista nera» con i «17 no» che il Movimento 5 Stelle avrebbe pronunciato in un anno di governo insieme.

Matteo Salvini ormai è stanco, come va ripetendo in queste ore in tutte le piazze nel suo tour elettorale: «Stanco dei troppi no su cantieri, opere pubbliche, porti, aeroporti, ferrovie, strade e autostrade. Basta – tuona dalle piazze in cui fa tappa per i comizi a due settimane delle europee – speriamo che qualcuno al governo non rallenti tutto». La «lista nera» comprende tutti i temi su cui il governo si è spaccato nell’ultimo anno e sui quali non è riuscito a trovare un compromesso, neanche mediante l’espediente del “baratto”, più volte sperimentato da inizio legislatura.

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Un elenco che comprende in primis la riforma dell’autonomia regionale, uno degli ultimi scogli su cui si è incagliato il governo, tema molto caro ai leghisti e ai governatori del Nord. E sempre ai primi posti della lista c’è la Tav Torino-Lione che per la Lega di Salvini «è un’opera prioritaria» da inserire nel decreto sblocca cantieri. Ci sono poi i «no» alla flat tax, alle trivellazioni, al codice degli appalti fino alla castrazione chimica. Il testo, come scrive Repubblica, sarà distribuito a tutti i parlamentari e ai candidati in corsa per le europee affinché il messaggio da diffondere in campagna elettorale sia chiaro a tutti i leghisti.

C’è chi, come il premier Conte, assicura che dal 27 maggio, il giorno seguente alle elezioni europee, il litigio tra Lega e Movimento 5 stelle si placherà, e a lungo. Ma fino ad allora i colpi bassi tra gli alleati di governo non mancheranno. E l’ultimo volantino lo dimostra. In vista delle elezioni europee Lega e M5s «cercano di aumentare il proprio consenso e così si scatenano le polemiche», ma «dopo il 26, il clima cambierà e potremo concentrarci sulle attività del governo», dice il presidente del Consiglio in una lunga intervista a El Paìs. «Negli ultimi mesi – aggiunge – siamo sempre stati in campagna elettorale. E ora, nel cammino verso quelle europee, è evidente che due forze politiche come Lega e M5s che sono avversarie possono avere momenti di tensione con una dialettica per evidenziare il proprio spazio politico».

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