Italia

Dallo “Spazza clan” alla stretta sui migranti: cosa prevede il decreto sicurezza bis

Dopo l'annuncio di Salvini ne sta circolando una bozza: si parla di immigrazione e ordine pubblico, ma non è chiaro quando sarà presentato in Consiglio dei ministri

Arriva la fase due del decreto Sicurezza. «Ci sarà un decreto sicurezza due che darà ulteriore forza alla lotta contro la camorra e anche al settore giustizia», ha annunciato il ministro dell’Interno da Napoli. «Il problema è che i delinquenti poi una volta che vengono condannati devono anche finire in carcere». Come dichiarato dal capo del Viminale le norme, già ribattezzate “Spazza clan”, hanno come principale obiettivo quello di tutelare il lavoro delle forze dell’ordine impegnate sul territorio e velocizzare le notifiche delle sentenze in via definitiva.

Ma non solo. Dopo l’annuncio, è circolata una prima bozza del testo che parla di un accrescimento dei poteri del ministero dell’Interno in materia di traffico navale e sbarchi dei migranti nei porti italiani. Un passaggio del testo, secondo quanto diffuso dalle agenzie, prevede testualmente di «attribuire al Ministro dell’Interno la competenza a limitare o vietare il transito e/o la sosta nel mare territoriale qualora sussistano ragioni di ordine e sicurezza pubblica». Il decreto sicurezza-bis interviene «in materia di Codice della Navigazione, in particolare su `Divieto di transito e di sosta´ di navi mercantili nel mare territoriale, limitando le competenze del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell’ambiente marino».

Dal punto di vista politico il Viminale sottrae poteri e competenze al ministero di Danilo Toninelli proprio in materia di immigrazione e di navigazione. Sul piano pratico invece l’intenzione è di limitare l’attività delle Ong. Un altro articolo infatti stabilisce che «a chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali, con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità Sar (Search and rescue) competenti o di quelle dello Stato di bandiera, sarà applicata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 3.500 a 5.500 euro per ciascuno degli stranieri trasportati». Nei casi «più gravi o reiterati è disposta la sospensione da 1 a 12 mesi, ovvero la revoca della licenza, autorizzazione o concessione rilasciata dall’autorità amministrativa italiana inerente all’attività svolta e al mezzo di trasporto utilizzato».

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Si tratta, appunto, di una bozza, non c’è ancora niente di concreto: il testo dovrà essere discusso e approvato dal Consiglio dei ministri e dovrà poi essere convertito in legge dal Parlamento. A giudicare dalle tensioni di questi giorni con gli alleati di governo, ottenere l’approvazione del testo sarà però piuttosto complicato. «C’è fortissima preoccupazione che Salvini – dicono fonti pentastellate – si spinga sempre più su temi estremisti. Dopo il caso Siri e dopo il sondaggio, che dà una perdita di consenso di 6 punti per la Lega, si percepisce chiaramente che Salvini sta estremizzando i suoi temi politici».

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