Italia

«Vinci Salvini», quando la politica diventa un concorso a premi

In tempi social la fedeltà a un politico si traduce in like e retweet. I precedenti di Ted Cruz nella campagna per le primarie Usa e di Matteo Renzi nel 2017

Mettere «mi piace», metterne tanti e metterli velocemente. Matteo Salvini lancia la seconda edizione del «Vinci Salvini»: il concorso social nato in occasione delle Politiche è stato rispolverato ora per le Europee. «Fa più punti chi mette più velocemente “Mi piace” ai miei post su Facebook e, da quest’anno, anche su Twitter e Instagram», annuncia via social il ministro dell’Interno. «Cosa si vince? Ogni giorno la tua foto diffusa sui miei canali social a 6 milioni di amici, una telefonata con me e, ogni settimana, un caffè di persona (pensa che fortuna!)».

Il 6 febbraio 2018 l’annuncio di Matteo Salvini aveva fatto sussultare i commentatori abituati alle normali regole della comunicazione politica. Era la prima edizione del concorso Vinci Salvini. Regole semplici: più like metti ai post della sua pagina ufficiale, più punti ottieni. Il vincitore del giorno viene celebrato con un post sulla pagina, quello della settimana porta a casa un caffè con il Capitano. Il concorso è tornato. In vista delle elezioni europee il vicepremier leghista lancia la seconda edizione del «Vinci Salvini». Funziona esattamente come il primo: più like metti, più sali in classifica. Anche i premi sono quasi gli stessi. Il vincitore del giorno vedrà la sua foto pubblicata sui social e quello della settimana potrà aspirare a un caffè. In più, ogni tanto, ai più attivi arriveranno anche delle telefonate del vicepremier. Cosa fare per vincere? Accedere tramite il proprio profilo Facebook e compilare un form con tutti i dati. Informazioni utili per i politici, soprattutto quando si è in campagna elettorale. Profilare i propri simpatizzanti permette di tarare meglio i temi su cui puntare e le strategie di comunicazione.

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Negli ultimi anni la gamification è entrata nella comunicazione politica, soprattutto oltreoceano. Nel 2016 Ted Cruz, candidato per le primarie del partito repubblicano, basò parte della sua campagna su Cruz Crew, un’app che permetteva di sostenere il candidato attraverso un gioco di premi e livelli. Invitare i propri amici, donare fondi, condividere i pensieri del candidato permette di passare di livello. Barack Obama e Hillary Clinton preferivano mettere in palio cene e aperitivi. Per vincere bisognava partecipare a una lotteria. Come partecipare? Bastava fare una donazione alla campagna elettorale, dai 3 dollari in su.

Matteo Renzi nel 2017 aveva proposto ai suoi fan virtuali un concorso a premi analogo. Mentre un Pd già in affanno apparecchiava un nuovo congresso, Renzi si preparava alle primarie lanciando la sua app per sistemi Android e iOS. La posta in gioco: «Matteo inviterà a un incontro entro aprile i primi 50 della classifica: diamoci da fare!». Ma ormai il divorzio con l’elettorato era consumato, le sue dimissioni avvenute dopo che il 59% dei votanti aveva bocciato il suo progetto di riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre 2016 erano ancora fresche nella memoria degli italiani. Quasi nessuno, così, seppe dell’opportunità di vincere una cena con Renzi.

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Anche Beppe grillo utilizzo una strategia simile in occasione delle elezioni europee del 2014. Il cofondatore del Movimento 5 stelle chiedeva ai militanti qualcosa in più di un semplice like. La cena, insomma, andava sudata: «Diventa Attivista 5 stelle. Se hai un profilo Facebook puoi iniziare subito. Ogni attivista potrà: coinvolgere i propri amici, pubblicando i manifesti del Movimento 5 stelle sulla propria bacheca; promuovere gli eventi del tour; diffondere il programma europeo del Movimento 5 stelle stampando e distribuendo il “volantino M5s“; promuovere i candidati diffondendo l’elenco su Facebook». «Al termine della campagna elettorale», scriveva Grillo, «sarò onorato di ospitare a cena, a Genova, i primi 100 classificati per punteggio ottenuto grazie alla loro attività da attivista 5 stelle. Andiamo in Europa per cambiare l’Italia. #Vinciamonoi». Sappiamo com’è andata: il #vinciamonoi a quella tornata si trasformò in #vinciamopoi.

Anche Mario Monti nella campagna elettorale delle elezioni 2013, quando da presidente del consiglio uscente si era lanciato nella gara elettorale, ha scelto il web per far conoscere il suo nuovo partito Scelta Civica. Le proposte della sua campagna erano raccolte sul sito di Agenda-Monti.it: anche qui era possibile di salire di livello partendo da “testimone” a “portabandiera”. Agenda-Monti permetteva di formulare delle proposte che poi venivano messe al voto, differenze di indirizzo politico a parte funzionava  in modo simile alla piattaforma Rousseau. Adesso il sito non è più raggiungibile.

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