Economia

L’effetto flat tax sulle partite Iva: 196 mila aperture in tre mesi

Nel primo trimestre dell'anno c’è stato un incremento del 7,9% rispetto al 2018 e più della metà ha approfittato del regime forfettario

Nei primi tre mesi del 2019 sono state aperte 196.060 nuove partite Iva con un aumento del 7,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un regalo della legge di Bilancio del governo gialloverde, fortemente voluta dalla Lega, che ha esteso il regime dei minimi a tutti i settori, elevando la soglia a 65mila euro di ricavi e applicando al reddito imponibile (determinato in base a coefficienti fissi di redditività) un’aliquota del 15%.

I dati forniti dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, riguardano il periodo tra il 1 gennaio e il 31 marzo e sottolineano gli effetti che la Flat Tax, con i suoi sgravi sotto i 65mila euro, sta avendo sul mercato del lavoro. La riforma ha fatto schizzare dal 19 al 36% la fetta di autonomi e imprenditori individuali che possono beneficiare del regime dei minimi, con una ulteriore salita al 44% nel 2020. Per non parlare di coloro che possono aver avuto la convenienza di passare al regime. Il Mef spiega che 104.456 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari a più della metà del totale delle nuove aperture (53,3%), con un aumento di adesioni di ben il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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L’introduzione di un’aliquota unica ha avuto un duplice effetto, da un lato ha determinato un aumento complessivo delle aperture di partita Iva, dall’altro una ricomposizione delle aperture a favore delle “persone fisiche” e a sfavore delle forme societarie. La distribuzione per natura giuridica mostra che il 77% delle nuove aperture di partita Iva è stato aperto da persone fisiche, il 18,5% da società di capitali, il 3,5% da società di persone; la quota dei «non residenti» e «altre forme giuridiche» rappresenta complessivamente l’1% del totale delle nuove aperture. Rispetto al primo trimestre del 2018, c’è stato un notevole aumento di avviamenti per le persone fisiche (+14%), dovuto alle crescenti adesioni al regime forfetario, mentre le forme societarie presentano significativi cali: -17,2% per le società di persone e -8,5% per le società di capitali.

In base alla classificazione per settore produttivo, le attività professionali risultano il settore con il maggior numero di aperture di partite Iva (20,2% del totale), seguito dal commercio con il 17,8% e dalle costruzioni (9,1%). Rispetto al primo trimestre del 2018, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione (+22,9%), nelle attività professionali (+19,2%) e nei servizi alle imprese (+16%). Gli unici settori con calo di avviamenti sono l’agricoltura (-4,9%) e l’alloggio e ristorazione (-2,1%).

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