Politica

Rosatellum ter, come cambia la legge elettorale

La riforma è stata proposta dalla maggioranza Lega-M5s per applicare il sistema elettorale alla legge costituzionale che taglia il numero dei parlamentari

Con il Rosatellum ter resta il sistema misto proporzionale-maggioritario con cui il Paese è andato alle urne alle Politiche del 4 marzo 2018, ma si modificano i seggi da attribuire nei collegi uninominali: non saranno più stabiliti con un numero fisso ma in rapporto al numero dei parlamentari. Resta la proporzione tra i seggi assegnati con il maggioritario e quelli distribuiti con il proporzionale. La riforma stata proposta da Lega e M5s per adeguare il sistema elettorale alla legge costituzionale che taglia il numero dei parlamentari (400 deputati e 200 senatori).

L’Aula di Montecitorio ha approvato la riforma in modo definitivo con 269 sì, 167 no e 14 astensioni. Se e quando la riforma costituzionale del taglio dei parlamentari diventerà effettiva accadrà che i parlamentari eletti con il sistema uninominale diventeranno 221 tra Camera e Senato contro gli attuali 348: a Montecitorio 147 e a Palazzo Madama 74. Gli altri 379 saranno eletti con il listino bloccato proporzionale. Ricalca insomma il meccanismo del Rosatellum bis: un sistema elettorale misto, in cui la distribuzione dei seggi è per il 36% maggioritaria e per il 64% proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali.

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Il testo del Rosatellum Ter, elaborato dai senatori Gianluca Perilli e Stefano Patuanelli per il M5s e da Roberto Calderoli per la Lega, punta a garantire l’applicabilità delle leggi elettorali, indipendentemente dal numero dei parlamentari. Secondo le opposizioni, Pd e Leu in testa, si apre un problema di rappresentanza tra eletti ed elettori e di disparità fra cittadini. «Quella che viene fuori è una vera schifezza rispetto al formato dei collegi» ha detto in aula Riccardo Magi, di +Europa. «Voi affrontate questa ‘leggina‘ come se fosse un fatto burocratico, un semplice adeguamento alla sciagurata riforma della Costituzione che abbiamo approvato pochi giorni fa». Magi evoca anche «ricadute sul piano di costituzionalità, perché non si avrà un peso uguale dei cittadini ma cambierà se si è cittadini di un posto o di un altro». Riguardo alle dimensioni dei collegi, secondo il capogruppo di Liberi e Uguali Federico Fornaro, «si amplificano i difetti del Rosatellum. Mi fa specie che oggi approviamo un testo che darà più forza al Rosatellum, anche perché si rischia ad esempio che una lista che prenderà un milione di voti, avrà poi uno o due senatori».

«La legge elettorale resta la stessa di prima. Abbiamo solo approvato una serie di norme che la adeguano al taglio del numero dei parlamentari», è la difesa del leghista Igor Iezzi, capogruppo della commissione Affari costituzionali, contro le accuse delle opposizioni. «Molte delle voci contrarie a questo adeguamento si lamentano di un’occasione persa, ma in realtà cercano solo di nascondere il terrore di perdere qualche seggio in Parlamento».

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