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Spesa, austerity e terrapiattismo economico

Continuare ad ascrivere ogni nostro problema all’austerity imposta dall’Europa e a proporre aumenti di spesa indiscriminata a colpi di deficit è il vero e più grande pericolo a cui ci stiamo esponendo

Troppa burocrazia, diffuse inefficienze, tempi biblici della giustizia. Queste alcune tra le principali motivazioni che secondo l’Aibe (Associazione Italiana Banche Estere) scoraggiano gli investimenti provenienti dall’estero. La notizia è di questi giorni e fa il paio con le ultime rilevazioni che riguardano i dati sulla ricchezza degli italiani che ha ormai superato di gran lunga l’enorme cifra di 10mila miliardi di euro. Insomma, i soldi ci sono ma si riduce la voglia, sia tra gli investitori esteri che tra quelli nostrani, di impiegarli in un sistema pieno zeppo di ataviche inefficienze, con un modello di comunicazione fondato sulla propaganda elettorale perenne ad opera di una politica che sempre più accorcia lo sguardo verso la prossima scadenza elettorale.

Nulla di strano, dunque, se gli stranieri latitano e gli italiani preferiscono tesaurizzare il più possibile in attesa di tempi di migliori. Stiamo assistendo ad uno scontro (e non solo Italiano) che vede contrapporsi normali e incontestabili regole economiche di base con banali quanto fantasiose teorie economiche che generano pericolose distorsioni cognitive di massa. Il bombardamento mediatico a cui siamo ormai continuamente sottoposti indica false e semplicistiche soluzioni rispetto a questioni complesse che presuppongono approcci altrettanto complessi e competenti. Secoli di studi e ricerche in campo economico sembrano essere stati di colpo cancellati da una nuova e imperante dottrina che indicherebbe nella cosiddetta “austerity” la madre di ogni male e nella spesa, pur se a debito e indiscriminata, la semplice soluzione di ogni nostro problema. In realtà, la spesa, come il suo contrario (l’austerity), può svolgere un ruolo positivo o negativo a seconda della sua destinazione e, non di meno, del livello di efficienza del sistema in cui agisce.

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Le manovre espansive in deficit, segnatamente in un Paese indebitato come il nostro, devono sempre e necessariamente produrre un beneficio superiore al loro costo. Diversamente, si determina inevitabilmente un pericoloso circolo vizioso tra debito, tassi, disoccupazione e decrescita dagli esiti disastrosi. Non serve a nulla e costituisce un grave pericolo aumentare ulteriormente il livello (già enorme) del nostro debito pubblico per destinare quasi interamente le risorse verso la spesa corrente. Quel che serve davvero – e qui il ricorso al deficit troverebbe giustificazione – è una possente spinta verso gli investimenti, unitamente ad un significativo aumento del livello di efficienza produttiva che significa, in soldoni, aggredire convintamente sprechi, evasione fiscale, illegalità diffusa e tutte le altre ben note criticità che tristemente caratterizzano la nostra nazione.

In definitiva, come abbiamo cercato di rappresentare visivamente nella figura in basso, le questioni in ballo sono ben più articolate e complesse di come certo cialtronismo economico vorrebbe far apparire. Continuare ad ascrivere ogni nostro problema all’austerity imposta dall’Europa e a proporre aumenti di spesa indiscriminata a colpi di deficit è il vero e più grande pericolo a cui stiamo irresponsabilmente esponendo la nostra e le successive generazioni. Insomma, il terrapiattismo sembra aver invaso anche il pensiero economico. E c’è poco da ridere.

L’Economia raccontata…

L'economia raccontata

… e quella reale.

Economia reale

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Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. Ha ricoperto l'incarico di esperto a titolo gratuito per le problematiche finanziarie presso il Comune di Messina dal 2014 al 2018, è C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.

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