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Tangenti in Lombardia, indagata l’eurodeputata Lara Comi

Contestato il finanziamento illecito: la candidata alle Europee di Forza Italia avrebbe ottenuto una finta consulenza da 31mila euro dal presidente di Confindustria Marco Bonometti

Indagati per finanziamento illecito ai partiti il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, per averlo elargito, la candidata di Forza Italia alle Europee, Lara Comi, per averlo ricevuto. Si allarga così il numero degli indagati nell’inchiesta per corruzione che ha colpito esponenti illustri di Forza Italia in Lombardia, funzionari pubblici e imprenditori.

Bonometti avrebbe effettuato un finanziamento illecito per 31 mila euro, con un meccanismo particolare: la cifra sarebbe stata riconosciuta in cambio di un testo di poche pagine che però risulta scaricabile anche sui siti di tesi di laurea online. Si tratterebbe di un documento da 107 pagine intitolato “Made in Italy: un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione di caffè”: una tesi di laurea in “Metodi statistici per il web marketing” firmata da Antonio Apuzza e pubblicata nell’anno accademico 2014/2015 sul sito dell’Università Luiss di Roma.

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La procura contesta una fattura da 31 mila euro emessa nel gennaio 2019 da Omr holding, la società di cui l’industriale è presidente, nei confronti di un’altra società, la Premium consulting srl, tra i cui soci figura Lara Comi. I 31mila euro, secondo gli inquirenti, sarebbero stati versati in due tranche da circa 15mila euro. Soldi che sarebbero serviti, secondo l’accusa, a finanziare illecitamente la campagna elettorale dell’eurodeputata azzurra.

Il nome di Lara Comi, tra l’altro, era già emerso negli atti della maxi indagine su un sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti. I pm, infatti, come si leggeva nella richiesta di custodia cautelare a carico di 43 persone, tra cui i due esponenti di Forza Italia Fabio Altitonante e Pietro Tatarella, stanno indagando anche su un altro episodio, ossia su «contratti di consulenza» ottenuti, attraverso Gioacchino Caianiello, ex coordinatore di FI a Varese e ritenuto il «burattinaio» del presunto «sistema», da «una società riconducibile a Lara Comi». Contratti di consulenza «da parte dell’ente Afol città metropolitana» per un «totale di 38.000 euro».

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