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Spread, l’allarme di Bankitalia: «Comincia a pesare su famiglie e imprese»

Nell’ultimo anno il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi è raddoppiato e non accenna a diminuire. Visco sollecita «una strategia credibile per ridurre l’onere dell’elevato debito»

Le tensioni tra Lega e M5s si fanno sentire sui mercati e di fatto lo spread inizia ad allarmare anche Bankitalia. Il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi «è sopra 270 punti base, più del doppio del livello di inizio 2018, prima delle elezioni politiche» e l’alto livello del debito «espone l’Italia alla volatilità del mercato finanziario». È l’allarme lanciato dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, in un intervento all’Aaron Institute for Economic Policy Conference 2019, in Israele. Aggiungendo che «la trasmissione di tassi più elevati dai titoli di Stato al costo dei prestiti per famiglie e imprese è stata finora limitata, grazie all’ampia liquidità delle banche e bilanci migliorati. Ma cominciano a emergere segni di tensione».

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«Secondo le nostre indagini – ha aggiunto – le condizioni di credito si sono irrigidite, specialmente per le piccole imprese, in seguito all’aumento dei costi di raccolta bancaria e al peggioramento delle previsioni economiche. Nel lungo periodo questo colpirà l’economia reale». Motivo per cui «una strategia credibile per ridurre l’onere dell’elevato debito non può più essere rimandata» anche perché «se l’aumento degli interessi persiste peserà inevitabilmente sul costo del debito», cioè sulla spesa pubblica.

L’Italia, dunque, non può mollare la presa sulle riforme: «La speranza è che, dopo le prossime elezioni europee — auspica Visco — si ristabiliranno le condizioni per riprendere l’agenda delle riforme e spingerla avanti con rinnovato vigore. Altrimenti la canzone suona: “La strada lunga e ventosa… non scomparirà mai”». Così, citando i Beatles, il governatore spiega che nel contesto europeo, «l’Italia deve giocare la sua parte lavorando duro e in modo tenace migliorare il suo sviluppo economico e per un impegno credibile su un percorso di graduale ma significativa riduzione del debito». Secondo Visco anche i timori di un’uscita dall’euro hanno pesato sull’aumento dello spread. «I premi sui Cds (credit default swaps) – spiega il governatore di Bankitalia – suggeriscono che il differenziale dei titoli di stato italiani è salito a seguito sia dell’aumento dei rischi di credito sia dei rischi di ridenominazione dei titoli in una diversa moneta».

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