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Il giorno della doppia piazza di Milano: Salvini e i sovranisti contro gli antifascisti

Due appuntamenti in contemporanea ma per motivi opposti. Comizio in piazza Duomo del leader della Lega insieme agli alleati europei, controcorteo delle associazioni antirazziste

«Qua non c’è l’ultradestra, ma la politica del buonsenso. Gli estremisti sono quelli che hanno governato l’Europa per venti anni». Salvini ha atteso l’arrivo del corteo dei sindaci leghisti partito da piazza Venezia per iniziare la kermesse in piazza Duomo e presentare, insieme alle undici delegazioni dei partiti sovranisti, la visione dell’Europa targata Lega. «La differenza è tra chi guarda avanti, tra chi parla di futuro e di lavoro e chi fa i processi al passato: hanno paura del passato perché non hanno un’idea di futuro. Noi stiamo costruendo il futuro. Questa è una giornata eccezionale e vi dico grazie per essere qua a cambiare la storia insieme a noi».

«Potremmo essere maggioranza al Parlamento europeo lasciando a casa la sinistra dopo anni», ha detto Salvini dal palco di piazza del Duomo. «Siamo Davide contro Golia ma la storia insegna che a volte i piccoli motivati sconfiggono i poteri forti – ha aggiunto – Il 26 maggio andiamo a cambiare questa Europa». Poi la promessa a una settimana dal voto: «Se la Lega sarà la prima forza in Italia e in Europa non mollerò fino a che chiunque in Italia non pagherà il 15% di tasse». E ancora: «L’unico modo per creare lavoro è abbassare le tasse: questo faremo ‎perché volere è potere».

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L’ultima a intervenire sul palco è stata Marine Le Pen, leader di Rassemblement National, assente il premier ungherese Orban sospeso dalla famiglia dei Popolari europei (Ppe) ma probabilmente determinante per le alleanze dopo il 26 maggio. «Quello di oggi è l’atto fondativo di una rivoluzione democratica. Dobbiamo rispondere ora all’appuntamento che la storia ci fissa». Così Marie Le Pen ha interpretato dal palco di piazza Duomo a Milano il senso della riunione sovranista promossa da Matteo Salvini. Le Pen ha definito questa rivoluzione «pacifica e democratica» aggiungendo che siamo di fronte a un «risveglio dei nostri popoli». «La nuova armonia europea che stiamo costruendo si appoggia sul valore di ogni popolo – ha argomentato – la nostra Europa non è quella nata sessanta anni fa, ma è figlia di Atene e Roma, è figlia di contadini e marinai, di chi ha costruito il Duomo e Notre Dame, di Leonardo e Giovanna d’Arco. Non accetteremo mai che ci venga tolto questo patrimonio materiale e immateriale».

Ma c’è una Milano che ha deciso di dare un benvenuto diverso al leader leghista e ai suoi alleati d’Europa: e quindi con il tam tam sui social sono andati in scena, già da alcuni giorni, le «Balconiadi», la parata di striscioni contro Salvini lanciata da “I Sentinelli di Milano”. I primi teli sono apparsi nei giorni scorsi, da Via Padova, a Lambrate, da Affori, a Forlanini. I messaggi dicono «49 milioni di porti aperti», «Qui nessuno è straniero», «In un paese democratico il dissenso è permesso». In risposta all’evento dei sovranisti, le associazioni antifasciste e antirazziste – Non una di meno, Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e Solidale, Centro sociale Cantiere e movimenti e associazioni dell’intera sinistra milanese – hanno organizzato un controcorteo per dire no all’Europa dei muri.

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