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Austria, cade governo Kurz: si dimettono tutti i ministri di Fpö

Dopo le dimissioni di Strache, il cancelliere ha allontanato il ministro dell'Interno Kickl: da qui la decisione del partner di coalizione di lasciare l'esecutivo. Adesso Vienna si prepara a nuove elezioni politiche previste per il prossimo settembre

Tutti i ministri della Fpö si sono dimessi. Senza l’ultradestra cade ufficialmente il governo Kurz. Ad innescare la crisi di governo in Austria è stata la diffusione del video in cui il vicecancelliere Strache promette favori e appalti ai russi in cambio di finanziamenti elettorali. Dopo le dimissioni di Strache, il cancelliere Sebastian Kurz ha allontanato dall’esecutivo anche il titolare dell’Interno Kickl provocando le dimissioni dei ministri dell’ultradestra di Fpö.

Si tratta dei titolari di Esteri, Difesa, Trasporti e Affari sociali. I loro incarichi saranno ricoperti da tecnici, sino alle elezioni che il presidente Alexander Van der Bellen ha ipotizzato si terranno all’inizio di settembre. «Proporrò anche che le funzioni degli Interni siano assunte da alti funzionari e da esperti, in modo che il governo mantenga la capacità di agire» ha dichiarato Kurz. Per il cancelliere austriaco l’allontanamento di Kickl è stata una scelta obbligata per garantire «un’indagine completa e trasparente» nello scandalo, che ha messo la parola fine a una coalizione guardata da molti nell’estrema destra europea come un esempio.

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L’opposizione socialdemocratica vuole le dimissioni del cancelliere austriaco Kurz e di tutto il suo governo, chiedendo che sia sostituito da un governo ad interim di esperti fino alle elezioni anticipate. Questa sarebbe «l’unica soluzione buona e sostenibile», ha detto la leader del partito socialdemocratico Pamela Rendi-Wagner, respingendo il piano di Kurz per sostituire con dei tecnici i ministri del partito populista.

Intanto nei sondaggi l’Fpö crolla e crescono i democristiani. I populisti di destra avrebbero perso 4 punti arrivando al 18%, mentre i popolari di Kurz volano al 38%, dal 31,5% preso alle ultime elezioni. Gli esponenti dell’Fpö accusano Kurz di «mirare solo al potere, cercando di screditare e dividere gli alleati». Il cancelliere austriaco, da parte sua, ha espresso la convinzione che il partito di estrema destra, suo ormai ex partner di coalizione, «non abbia avuto la corretta percezione e consapevolezza della gravità della situazione e delle condanne che sono state espresse». E ha chiesto di fare «piena luce» sulla vicenda.

L’unica certezza ora a Vienna è che agli inizi di settembre si tornerà alle urne. Quanto al resto, è un’infinità di interrogativi. Kurz riuscirà a reggere il governo nei mesi che mancano alla data delle elezioni anticipate senza l’Fpö? Ma ci sono anche altri interrogativi: chi ha realizzato quel video che ha gettato sull’ultradestra, al governo da diciotto mesi, una sinistra ombra di corruzione? C’entrano qualcosa i vertici russi, che oggi si sono affrettati a negare ogni coinvolgimento nella vicenda? E perché quel video, girato a Ibiza nel 2017, è saltato fuori proprio a una settimana dalle elezioni europee?

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