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Huawei, gli Stati Uniti concedono una tregua di 90 giorni

Il Commerce Department ha rilasciato una licenza temporanea per consentire al colosso cinese di continuare ad aggiornare gli smartphone

C’è una proroga di 90 giorni per Huawei. Tre mesi in cui la società cinese potrà cercare una mediazione con Google e con gli Stati Uniti. Tre mesi per trovare soluzioni alternative evitando disagi agli utenti. Il Commerce Department degli Stati Uniti ha annunciato di avere emesso una sorta di licenza temporanea, che consentirà a Huawei di continuare a inviare aggiornamenti e fornire assistenza a chi possiede i suoi smartphone. Fino al 19 agosto 2019 a tutti i telefoni acquistati prima del 16 maggio potranno ricevere gli aggiornamenti e accedere al Play Service di Google. Non è ancora chiaro cosa succederà una volta scoccato questo termine.

Dopo le prime anticipazioni di Reuters sembrava che per gli smartphone Huawei non ci sarebbe stato molto da fare. Con il blocco di tutto l’ecosistema Google, per il colosso delle telecomunicazioni i mercati fuori dalla Cina si sarebbero trasformati da quei terreni fertili che hanno permesso all’azienda di crescere ed espandersi diventando in pochi anni il secondo produttore di smartphone al mondo (ha venduto 59,1 milioni di smartphone nell’ultimo trimestre, il 19% del totale) a lande inospitali in cui non c’è possibilità di sopravvivenza. Poi le anticipazioni sono diventate dichiarazioni ufficiali. Ora c’è un calendario un po’ più chiaro di quello che succederà tra Google e Hauwei fino al 19 agosto.

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Parlare solo di aziende non è del tutto corretto. Lo scontro tra i due è la diretta conseguenza di un conflitto ben più ampio: quello tra Cina e Stati Uniti, tra Pechino contro Washington, tra Donald Trump contro Xi Jinping, tra la Silicon Valley contro i nuovi distretti industriali cinesi. È la guerra fredda della tecnologia. E non sembra che si fermerà a breve. Conosciamo Huawei soprattutto per i suoi smartphone diventati famosi per il buon rapporto qualità-prezzo. Ma la società cinese è attiva in numerosi altri settori legati alla produzione di ripetitori, cavi sottomarini e altre strumentazioni per le telecomunicazioni. I clienti sono centinaia di operatori fissi e mobili in tutto il mondo, che utilizzano i suoi prodotti per espandere le loro reti e costruirne di nuove e più potenti, come il 5G in fase di sviluppo.

Gli Stati Uniti ritengono che Huawei faccia spionaggio per conto del governo cinese, e che quindi i suoi prodotti costituiscano una minaccia per la sicurezza nazionale, visto che potrebbero essere impiegati per costruire le reti su cui passano dati sensibili. Le accuse non sono mai state dimostrate e Huawei ha sempre sostenuto di rispettare gli standard di sicurezza. La tregua americana potrebbe in realtà anche essere una mossa tattica da parte di Donald Trump: una finestra di dialogo lasciata aperta con Xi Jinping per arrivare a un accordo commerciale.

Wilbur Ross, segretario al Commercio sotto l’amministrazione Trump, ha spiegato il motivo di questa scelta: «La licenza garantirà agli operatori il tempo necessario per fare altri accordi e al nostro dipartimento per definire le misure appropriate per le aziende di comunicazione americane e straniere che attualmente utilizzano dei prodotti Huaewei per servizi critici». Questa licenza temporanea definisce anche l’intervallo di tempo che hanno Huawei e il governo degli Stati Uniti per decidere cosa fare. Huawei dovrà capire se è davvero possibile continuare a vendere telefoni senza più contare sul supporto di Google per Android, e il governo degli Stati Uniti dovrà chiarire se questa è solo una tattica per spaventare Pechino o se è intenzionato a proseguire sulla strada della guerra commerciale.

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