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L’ultimatum di Giorgetti: «Così non si può andare avanti»

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è pronto a fare un passo indietro: «Se c’è un governo del cambiamento deve farlo e non vivere di stallo». Di Maio: «Basta minacce»

Prima c’è stata la Tav. Poi la flat tax, le trivelle, la castrazione chimica, le autonomie, la cannabis, il salario minimo ed infine il decreto sicurezza bis. Il governo sembra traballare ad ogni passo. «La mia riflessione è che se c’è un governo del cambiamento deve farlo e non vivere di stallo», denuncia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti durante un incontro con la stampa estera. «Faccio questa riflessione dopo settimane in cui il governo ha avuto problemi. Non accuso nessuno, tantomeno il premier, ma così non si può andare avanti, senza affiatamento. Questo affiatamento va ritrovato, altrimenti non si va avanti».

Il riferimento è anche al decreto sicurezza bis voluto da Matteo Salvini e in stallo ormai da giorni. «Penso che ci debbano essere dei passaggi procedurali ancora significativi» da fare prima che il testo arrivi in Consiglio dei ministri. Quindi la discussione delle norme anti-immigrazione e del decreto famiglia devono ancora attendere. Ma per Giorgetti per andare avanti serve maggiore coesione. «Non è che i problemi nell’esecutivo non esistano, ho semplicemente detto che il governo del cambiamento deve fare il cambiamento». Il sottosegretario con la delega allo Sport, ricordando i successi della pallavolo, ha parlato di «importanza dell’affiatamento di una squadra, questo spirito va ritrovato nel governo, altrimenti resta difficile lavorare».

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«Sono dispostissimo a fare un passo indietro», ha aggiunto il sottosegretario della Lega, che ha ricordato di non riconoscersi nel ruolo di “eminenza grigia” dell’esecutivo, «se me lo chiedono e se non ritengono utile la mia posizione. Quanto al governo, la stabilità è importante ma no all’immobilismo. La campagna elettorale mi ha fatto vedere un Paese vitale, dobbiamo esserne all’altezza». E un rimpasto di governo dopo le Europee? «La squadra vincente non si cambia, questa squadra in questo anno ha fatto bene, anche se nelle ultime tre settimane qualcosa non ha funzionato, cosa percepita anche nei sondaggi. Non credo ai mirabolanti sondaggi che sono stati fatti circolare, ma se non prendiamo i voti che abbiamo preso un anno fa, dobbiamo fare un esame di coscienza».

Il leader M5s Luigi Di Maio ha replicato poco dopo: «Parte della Lega ha nostalgia di Silvio Berlusconi». Intanto è stato rinviato il consiglio dei ministri per approvare il decreto Sicurezza bis.«Ogni giorno ormai, da circa un mese, c’è qualcuno, e non del M5s, che minaccia la crisi di governo e fa la conta delle poltrone in base ai sondaggi. Oggi è toccato a Giorgetti. Basta minacciare crisi di governo e basta fare la conta delle poltrone. Si pensi al Paese».

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