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Theresa May annuncia le dimissioni: «Lascerò il 7 giugno»

Dopo aver fallito sulla Brexit, la May dal mese prossimo non sarà più a capo dei conservatori, mentre rimarrà premier fino alla scelta del suo successore: «Ho servito il Paese che amo»

Erano state invocate più volte dall’opposizione e da una parte del suo partito. Erano state anticipate dai tabloid e poi smentite. Ma adesso sono arrivate: Theresa May, la premier britannica, ha annunciato le sue dimissioni. Il 7 giugno lascerà la leadership dei conservatori, mentre rimarrà premier inglese fino alla scelta del suo successore. «Ho servito il Paese che amo», ha detto Theresa May esprimendo «profondo rammarico per non essere riuscita a negoziare l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea».

Ma le dimissioni di May erano attese: in ballo c’era solo la data in cui avrebbe lasciato la guida del Regno Unito dopo le tre bocciature dei suoi accordi con la commissione Ue per l’uscita dall’Unione Europea. Chiuse le urne in Gran Bretagna, dove si è già votato per il rinnovo dei rappresentanti britannici al Parlamento europeo, il primo ministro ha ufficializzato il suo addio. «Ho concordato con Sir Graham Brady, presidente del comitato 1922», responsabile dell’organizzazione del Partito conservatore, che «il processo per la scelta del nuovo leader dovrebbe cominciare la settimana prossima» ha spiegato annunciando di aver informato la regina Elisabetta. May ha spiegato che rimarrà in carica come premier fino a quando non verrà indicato il suo successore.

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Theresa May ha rivendicato i meriti della sua premiership e ha sottolineato che il successore dovrà cercare un compromesso sulla Brexit: obiettivo che a lei è sfuggito in questi tre anni e che ha condotto alla sua caduta. «Sono stata la seconda donna premier e non sarò l’ultima», ha detto la May. Ma purtroppo sarà ricordata come la premier che non è stata capace di portare a termine la Brexit: «Ho fatto del mio meglio, purtroppo non sono riuscita a far passare l’accordo concordato con l’Ue, malgrado ci abbia provato tre volte». Al suo successore la sfida di portare a termine il compito. Il favorito resta Boris Johnson, ma la corsa è aperta.

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