Salute

L’osteopatia per vederci chiaro: come correggere i disturbi visivi

La vista interviene nel mantenimento dell'equilibrio posturale, ma allo stesso tempo è accertato che posture scorrette nel tempo possono creare alcuni difetti visivi. Il trattamento osteopatico può essere d’aiuto

In milioni di anni lo studio sull’evoluzione filogenetica ha dimostrato le varie tappe evolutive che hanno permesso all’uomo di passare dalla quadrupedia alla stazione eretta: la forma del cranio si è adattata, il foro occipitale si è verticalizzato, le curve rachidee hanno creato le lordosi di compenso. Ma se focalizziamo l’attenzione sul piano oculare possiamo notare che, durante l’evoluzione, si è mantenuta la perfetta orizzontalità. Possiamo, dunque, affermare che l’occhio è uno dei recettori più importanti che partecipano alla regolazione della nostra postura.

Pertanto, possibili alterazioni funzionali o alcune patologie della funzione visiva (miopia, ipermetropia, strabismo, eteroforie, deficit di convergenza oculare, cataratta) possono avere ripercussioni a livello del sistema tonico-posturale, contribuendo a dar luogo a disfunzioni e/o tensioni della muscolatura oculare e possibili dolori nella regione cervicale alta (occipito-atlo-epistrofea) o nelle zone limitrofe. Ma vale anche il contrario: i disturbi della vista possono possono essere causati da una postura scorretta.

Le disfunzioni dell’occhio possono provenire da alterazioni posturali che creando tensioni della muscolatura cervicale o dorsale possono arrivare ad interessare, per mezzo della continuità miofasciale delle catene muscolari, i tessuti muscolari del collo e della faccia con coinvolgimento dei muscoli oculomotori fino a causare problemi di convergenza oppure difficoltà di messa a fuoco dell’occhio.

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Muscoli del collo e muscoli oculari sono strettamente collegati. E circa un terzo dei nervi cranici è destinato alla regolamentazione della vista. Ogni volta che i globi oculari si muovono, le terminazioni anelliformi a spirale dei muscoli dell’occhio sono stimolate. Esse danno l’ordine ai muscoli della nuca di contrarsi al fine di fissare l’oggetto di interesse. Nelle persone la cui postura comporta una rotazione del corpo, un occhio risulta in posizione più favorevole rispetto all’altro, in quanto dispone di un campo visivo più ampio. Favorendo un occhio rispetto ad un altro il corpo tenderà a rimanere ruotato.

Diversi studi hanno dimostrato che il corpo tende a mantenere o ripristinare l’orizzontalità della vista causando delle complicazioni a livello postulare. Si è visto come gli astigmatici inclinano la testa, i miopi tendono a tenere il mento in alto spostandosi in avanti, gli ipermetropi fanno l’opposto dei miopi andando verso dietro alterando cosi la normale curvatura fisiologica cervicale, gli anisometropi hanno la tendenza a ruotare la testa, gli esoforici tendono ad abbassare e ruotare le scapole verso l’interno, gli exoforici tendono ad elevare e ruotare le scapole verso l’esterno. L’abitudine a sottovalutare le strategie che l’organismo attua di fronte ad un problema visivo-cognitivo ci obbliga spesso a scoprire il problema solo dopo che si è instaurata una modifica della struttura.

L’osteopata, tenendo conto della sintomatologia riportata dal paziente, deve discriminare, tramite test specifici osteopatici e posturali, se vi è un coinvolgimento del sistema visivo. Vi sono particolari caratteristiche cliniche che permettono di discriminare se le alterazioni posturali incidono sulla vista: lacrimazione e bruciore agli occhi; visione sfuocata o sdoppiata; calo della concentrazione, dell’attenzione o della capacità di lettura e scrittura; cervicalgia con irradiazione sino alla zona occipitale; cefalee circoscritte in precise regioni che tendono a regredire al buio.

Una prima valutazione permette di distinguere una patologia di competenza medica da una disfunzione osteopatica. L’osteopata interviene riequilibrando sia la componente muscolo-scheletrica cervicale e sub-occipitale che il sistema cranio-sacrale, liberando da possibili restrizioni le ossa dell’orbita (frontale, sfenoide, zigomatico, mascellare, etmoide, palatino, lacrimale). In questo modo si ridarà all’occhio la sua funzione completa insieme ad una migliore posizione dell’asse dell’occhio. Per evitare complicazioni, è importante trattare il problema molto presto, quando si è ancora bambini. In presenza di altri problemi visivi come la cataratta precoce e la presbiopia l’osteopatia può aiutare il paziente nella vascolarizzazione dell’occhio, diminuendo così il deterioramento della cornea.

Nel caso del glaucoma, chiamato anche tensione intraoculare, l’osteopatia fa in modo di favorire il drenaggio del sangue diminuendo così la pressione dell’occhio. Per finire alcuni disturbi posturali possono essere dovuti anche ad una cattiva centratura o taratura degli occhiali, pertanto se non vengono centrati e graduati correttamente possono di conseguenza provocare asimmetrie, anche in questi casi bisogna sempre rispettare al meglio l’equilibrio posturale del paziente. È particolarmente importante poter instaurare un rapporto di collaborazione fra osteopata, oculista, optometrista, ortottista, al fine di migliorare le capacità del sistema oculomotore e quindi dell’adattamento posturale.

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Gianluca Barca

Laureato in Educazione Fisica con il massimo dei voti all’Università degli studi di Palermo, ha conseguito la Laurea Magistrale (Specialistica) in Scienze Motorie presso l’Università di Torino S.U.I.S.M. e un Master di II livello all’Università Tor Vergata di Roma. Diploma di Massofisioterapista Triennale legge 403/71. Si è perfezionato in Francia con un Master in Osteopatia presso il R.O.R.I. di Lione e si è Diplomato in Osteopatia presso l’E.F.S.O. l’Ecole Française Supérieure d’Osteopathie, scuola riconosciuta dal ministero della Salute Francese risultando essere il primo nella graduatoria di merito.

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