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Boom della Lega: il 17% dei voti arriva dal M5s e il 10% da Forza Italia

Il consenso rispetto alle politiche del 2018 è cresciuto da Nord a Sud: il partito di Salvini è riuscito a convincere una buona fetta di astenuti e a conquistare i giovani e l’elettorato femminile

La Lega è il primo partito in Italia: è passata dal 17,4% delle politiche del 4 marzo 2018 al 34,3% delle europee del 26 maggio 2019. In 14 mesi ha conquistato 16,9 punti percentuali pescando soprattutto nell’elettorato del M5s e di Forza Italia. Se il 52% del risultato raggiunto dal partito di Salvini alle europee proviene dal tradizionale elettorato della Lega, il 17% arriva dal Movimento Cinque stelle, il 14% dall’astensionismo e il 10% da Forza Italia. E ancora il 2% da Fratelli d’Italia e, a sorpresa, un altro 2% dal Pd. Dunque la Lega «prosciuga M5s e FI e convince una buona fetta di astenuti», si legge nell’analisi Swg.

Quanto al Pd, passa dal 18,7% del 2018 al 22,7%. Il nuovo elettorato Dem è composto per il 68% da ex elettori Pd, per il 10% da vecchi astensionisti, per il 7% da ex elettori M5s, per il 6% da vecchi elettori di Leu e per il 4% da elettori di +Europa. I delusi di M5s si sono rifugiati nell’astensione o sono stati conquistati da Salvini. Passando dal 32,7% delle politiche al 17,1% delle europee, il Movimento Cinque stelle ha lasciato sul terreno il 15,6%. Questa percentuale di voti è stata così ripartita: il 38% ha confermato il voto al M5s, un altro 38% è rimasto a casa, il 14% ha votato Salvini, il 4% ha scelto il Pd e il 6% altri partiti.

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Il consenso della Lega cresce da Nord a Sud. In particolare nel Nord Ovest dove passa dal 25,7 al 40,7% e nel Nord Est dal 25,5 al 41,7. Invece più che raddoppia al Centro passando dal 15.6% al 33,5% e soprattutto quadruplica al Sud e nelle Isole passando rispettivamente dal 6,2 e 6,6% al 23,5 e 22,4%. Il travaso è diretto con i voti persi dal Movimento Cinque stelle che al Sud, sua tradizionale riserva di voti, subisce un tracollo passando dal 46 al 29,2%. Stessa sorte al Nord. Il Partito democratico invece cresce solo nel Nord Est guadagnando 22mila voti mentre nel Nord Ovest, al Centro e al Sud.

Tra i giovani travaso di voti da M5s a Lega e Pd. Il Movimento cinque stelle rispetto al 2018 perde, infatti, il 15% dei consensi tra persone nate tra il 1980 e il 1996. Il Carroccio guadagna invece l’11% passando dal dei consensi del Millennials mentre il Pd il 6%. Più 3% in questa fascia d’età anche per il partito di Giorgia Meloni. Il M5s non convince però nemmeno tra i neo votanti. Nella ‘Generazione X’ (dei nati dopo il 1997), M5s perde il 25% dei consensi. La Lega ne guadagna il 21% e il Pd il 9%. Abbandonano Fi e M5s per la Lega anche le donne. Tra il 2018 e il 2019, infatti, il partito di Salvini guadagna il 17% nel consenso femminile mentre il M5s perde il 14%. Il Carroccio guadagna consensi tra gli operai rispetto al 2018 con un considerevole +29% mentre M5s perde il 20%. Professionisti delusi dal M5s mentre cresce il consenso per la Lega che, rispetto al 2018 guadagna il 12% nei voti di questa categoria (mentre i pentastellati perdono il 13%). Tra i professionisti cresce il consenso a FdI (+6%) e per il Pd (+3%).

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