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Minniti e Salvini denunciati alla Corte penale dell’Aja per crimini contro l’umanità

Sotto accusa le politiche migratorie dell’Ue nel Mediterraneo. Collaborando con la guardia costiera libica l’Italia si sarebbe resa complice degli atroci crimini commessi nei campi di detenzione in Libia

Le politiche migratorie dell’Ue e dell’Italia nel Mediterraneo ancora sotto accusa. Ci sono i nomi dei premier italiani Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, dell’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e dell’attuale Matteo Salvini, ma anche del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel nell’esposto che verrà presentato alla Corte Penale internazionale dell’Aja dall’esperto di politica internazionale dell’Istituto di studi politici di Parigi, l’israeliano Omer Shatz, e dal giornalista franco-spagnolo Juan Branco.

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«Esternalizzando le pratiche di respingimento dei migranti in fuga dalla Libia alla Guardia costiera libica – si legge nella denuncia pubblicata dal Corriere della Sera – pur conoscendo le conseguenze letali di queste deportazioni diffuse e sistematiche gli agenti italiani e dell’Ue si sono resi complici degli atroci crimini commessi nei campi di detenzione in Libia». L’Unione europea secondo l’accusa avrebbe lasciato i migranti in mare «al fine di dissuadere altri in simili situazioni dalla ricerca di un rifugio sicuro in Europa» trasformando «il Mediterraneo centrale nella rotta migratoria più letale del mondo, dove tra il 1 ° gennaio 2014 e la fine di luglio 2017, sono morte oltre 14.500 persone». Sempre in modo consapevole, l’Ue avrebbe deciso di espellere le Ong dal Mediterraneo decidendo di collaborare con la guardia costiera libica, «diventato un attore chiave nell’intercettazione e nel respingimento illegale dei migranti».

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