Musica

Film, disco e tour: Liam Gallagher riapre la sfida al fratello Noel

«È un rapporto che c’è e non c’è»: lascia aperto uno spiraglio il regista di “As It Was”, il docu che sarà nelle sale il 7 giugno, alla vigilia dell’atteso concerto al Medimex di Taranto. «Noel è diventato un grandissimo stronzo, mentre io sono ancora solo uno stronzo» dice l’ex Oasis che stava per abbandonare la musica dopo lo scioglimento dei Beady Eye. «Nel film rivelo l’altro suo volto, quello più fragile»

Ribelle e irascibile. Spavaldo sino ai limiti dell’arroganza. Un genio per alcuni, un cialtrone rissoso e maleducato per altri. Le sue scenate pubbliche e le discussioni con il fratello Noel sono state alla base della separazione degli Oasis mentre sembravano proiettati sulla scia dei Beatles. «Noel ha diviso gli Oasis», tiene subito a mettere le carte in tavola Liam Gallagher, rilanciando una diatriba infinita in una clip del documentario “As It Was”. La pellicola, che uscirà il 7 giugno nelle sale, alla vigilia dell’atteso show al Medimex di Taranto, racconta la vita di Liam a partire dal 2009, anno in cui gli Oasis decisero di sciogliersi.

La locandina di “As It Was”

«Non lo faccio per essere più famoso, sono già abbastanza famoso», spiega Liam Gallagher in una intervista a una rivista inglese. «Non lo faccio per i soldi. Sono entrato in un gruppo perché amo la musica. So quanto sono grande e so quanto sono una merda. Fa parte del restare vivo, cazzo. Essere qui, non essere una vittima. Non lasciarti abbattere da quei bastardi che dicono: “Ah, sicuramente morirà adesso, si farà saltare in aria il cervello o andrà in overdose”. Hanno già i titoli dei giornali pronti, ma non credo che succederà ragazzi. Resto qui fino alla fine».

Il docufilm “As it Was”, però, mostra anche la sua parte più nascosta, quella più fragile che probabilmente tanti non si aspettano da un tipo come lui. Come lo smarrimento vissuto dopo lo scioglimento dei Beady Eye. «Liam, in quella occasione, probabilmente ha pensato di chiudere con la musica» rivela il regista Charlie Lightening. «Se è riuscito a uscirne, è solo grazie a una persona speciale che gli è sempre rimasta accanto, la sua fidanzata, Debbie Gwyther» ha raccontato Lightening a GQ Hype. «L’impatto di Debbie su di lui è stato enorme. Lei lo ha salvato in così tante situazioni. Liam in quel momento era perso, non sapeva cosa fare né come farlo. Come racconta lui stesso nel film, lei gli ha dato un bel calcio nel sedere dicendogli: “Forza, non è morto nessuno”. E lo ha convinto a concentrarsi di nuovo sulla musica».

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In “As it Was” viene raccontata la storia d’amore tra Liam e Debbie, un rapporto che per lui ha davvero significato molto: «Stavo ripercorrendo la storia musicale di Liam, non stavo facendo un documentario sulla sua vita sentimentale, ma Debbie rappresenta una parte fondamentale di tutto quanto, adesso è la sua famiglia, e spero che questo riesca a trasparire» spiega il regista del documentario.

Su “As It Was” sono arrivate immediate le polemiche. Noel ha minacciato di querelare il fratello in merito a un live con Ariana Grande e nel trailer si sente una voce fuori campo che dice: «Nessuno vorrebbe essere Noel. Tutti vogliono essere Liam». Il docufilm, tuttavia, lascia aperto uno spiraglio. «Ci sono ancora tante domande su questo rapporto che c’è e non c’è» commenta Lightening. «Alla fine del documentario il tastierista mi pare che dica: “Penso che Noel sopravvaluti l’importanza della musica e sottovaluti l’importanza di Liam”». E poi puntualizza: «Sono sicuro che Liam non riesca a fare nulla senza chiedersi cosa ne pensi il fratello. Ogni cosa che inserisce o esclude da uno show è quasi del tutto pensato per un pubblico formato da una sola persona. Gli interrogativi su Noel ci sono, è ovvio ma non sono predominanti. Come dice Liam, “Noel è diventato un grandissimo stronzo, mentre io sono ancora solo uno stronzo”».

Per Liam Gallagher, 47 anni, nonostante gli acciacchi causati dall’artrite – come ha confidato alla rivista britannica Q Magazine, «sono continuamente alle prese con infiammazioni all’anca che mi provocano anche dolori alle gambe e ai polpacci» -, i prossimi mesi saranno molto intensi. Perché, oltre all’uscita del documentario, prevista per il 7 giugno con l’anteprima mondiale in programma il 6 giugno all’Alexandra Palace di Londra, è attesa la pubblicazione del nuovo album intitolato “Why me? Why not”, annunciato dal singolo “Shockwave”. Al quale ha subito replicato il fratello Noel mettendo on line un brano del suo prossimo EP.

Il nuovo lavoro di Liam Gallagher «sarà davvero super», almeno secondo quanto sostiene Lightening: «È una sorta di prosieguo di “As You Were”. Se pensate a “Definitely Maybe” e a “(What’s The Story) Morning Glory?”, uno è il più punk di sempre e l’altro è il più grande di sempre, capite cosa intendo? Questo significa evolversi, indica qualcuno che è ancora nel pieno della vita. Il pubblico non ne resterà deluso, anzi, penso che la gente ne diventerà matta».

Il primo test sabato 8 giugno sul main stage della Rotonda del Lungomare di Taranto, secondo appuntamento “live” del Medimex2019. L’ex Oasis sarà preceduto il venerdì dalle esibizioni dei Cigarettes After Sex e degli Editors, mentre domenica spetterà a Patti Smith chiudere la manifestazione.

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Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.
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