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Theresa May si è dimessa, tra i Tories è lotta per la successione

La premier britannica lascia dopo tre anni Downing Street. Tra i successori, il superfavorito è Boris Johnson

Finisce l’era May. La premier britannica si è dimessa ufficialmente da leader del Partito Conservatore anche se continueremo a vederla fare avanti e indietro da Downing Street ancora per un po’. Ma saranno solo operazioni di routine fino a quando il partito conservatore non si sarà dato un nuovo leader, cosa che potrebbe accadere il prossimo 22 luglio. Diventata premier tre anni fa, a luglio del 2016, subito dopo la vittoria del “leaver” al referendum sulla Brexit, Theresa May lascia con grande dolore la guida del Paese e il suo “lavoro a metà” non riuscendo a traghettare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea.

Adesso per i conservatori si apre la sfida per la successione. Da lunedì i Tories sono chiamati a scegliere il nuovo leader: saranno i 124mila membri del partito, per lo più anziani bianchi e borghesi, a decidere chi sarà il prossimo primo ministro di tutto il Regno. I favoriti a conquistare l’avvelenata poltrona di Theresa May sono quattro, tutti bianchi, maschi ed euroscettici. In prima fila c’è, come risaputo, Boris Johnson, ex sindaco di Londra ed ex ministro degli Esteri, che vuole portare il Regno Unito fuori dall’Ue: con o senza un accordo. Cinquantaquattro anni, è stato uno degli artefici della vittoria della Brexit al referendum del 2016.

Ma non va sottovalutata anche la candidatura di Michael Gove, ministro dell’Ambiente, che ha votato per tre volte il bistratto piano sulla Brexit di Theresa May, affossato ogni volta in Parlamento. E questo è un punto a sfavore per la riconquista dei conservatori euroscettici, in gran parte passati al Brexit Party alle ultime elezioni europee. Meno probabili le vittorie di Dominic Raab, Jeremy Hunt e altri outsider come Sajid Javid e Andrea Leadsom.

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