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Usa-Messico, accordo sull’immigrazione evita una guerra commerciale

Trump ha ritirato la minaccia dei dazi dopo aver raggiunto un accordo per rallentare il flusso migratorio: «Le tariffe che dovevano essere applicate da lunedì sono state sospese a tempo indeterminato»

Pace o, almeno, tregua fatta tra Stati Uniti e Messico. Scongiurata in extremis l’entrata in vigore di dazi sulle merci importate dal Messico. «Sono lieto di informarvi che gli Stati Uniti d’America hanno raggiunto un accordo firmato con il Messico», ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo profilo Twitter. «Le tariffe che dovevano essere applicate dagli Usa da lunedì contro il Messico sono dunque sospese a tempo indeterminato. Il Messico, a sua volta, ha accettato di adottare misure forti per arginare la marea di immigrati attraverso il nostro confine meridionale».

Il Messico si è infatti impegnato a schierare sul territorio nazionale e sul suo confine meridionale la guardia nazionale per contrastare il flusso di migranti provenienti dai paesi del Centro America, come Guatemala, Honduras ed El Salvador. Ha anche accettato di avviare un programma per far rimanere in Messico i migranti mentre aspettano che la loro richiesta di asilo sia esaminata negli Stati Uniti. Il Messico, però, sembra aver rifiutato la richiesta Usa di diventare un «paese terzo sicuro», che l’avrebbe costretto a prendersi gran parte dei migranti centroamericani.

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È un risultato che scongiura quella che sarebbe stata una guerra commerciale potenzialmente enorme, e che mette fine a una crisi diplomatica cominciata giorni fa tra due paesi con uno stretto legame: il Messico è il primo partner commerciale degli Stati Uniti, e uno dei suoi più stretti alleati, nonostante le frequenti tensioni legate all’immigrazione. Una tassa del 5% sulle merci messicane avrebbe portato a un aumento di 17 miliardi di dollari all’anno su tantissimi prodotti, da quelli alimentari agli elettrodomestici. Nell’idea di Trump, poi, le tariffe sarebbero dovute aumentare ogni mese arrivando fino al 25% con potenziali danni all’economia americana: oltre a danneggiare le esportazioni messicane, infatti, i dazi avrebbero un effetto anche sull’economia statunitense, visto che a pagarli sarebbero gli importatori negli Stati Uniti, che poi probabilmente avrebbero dovuto aumentare i prezzi per i consumatori finali dei prodotti.

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