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Mondiali di calcio femminile: l’Italia torna in campo dopo 20 anni e batte l’Australia

Un grande inizio per le ragazze di Milena Bertolini dopo anni di pregiudizi e discriminazioni

L’ultima volta era stata nel 1999: in campo c’erano, tra le altre, Patrizia Panico e Rita Guarino, attuali allenatrici della nazionale maschile Under 16 e della Juventus women. I mondiali si svolgevano negli Stati Uniti: per l’Italia era la seconda partecipazione in assoluto, dopo quella d’esordio nel 1991. Oggi, a distanza di vent’anni esatti, le ragazze di Milena Bertolini hanno giocato la loro prima partita in Francia portando a casa la prima vittoria contro l’Australia.

L’Italia ha battuto 2-1 in rimonta l’Australia nella partita d’esordio ai Mondiali femminili Francia 2019. Allo Stade Du Hainaut di Valenciennes, davanti a circa 15.000 spettatori, l’Australia è andata in vantaggio nella prima mezz’ora di gioco con l’attaccante Samantha Kerr. Venti minuti prima era stato annullato un gol per fuorigioco a Barbara Bonansea. Anche dopo essere passata in svantaggio, l’Italia è rimasta in partita e ha segnato il gol del pareggio nel secondo tempo, sempre con Bonansea. La partita è proseguita poi con continui cambi di fronte e tanta imprecisione. Al quinto minuto di recupero un colpo di testa di Bonansea, inevitabilmente la migliore in campo, ha consegnato all’Italia una vittoria importantissima per il proseguo del torneo.

Per la Nazionale allenata da Milena Bertolini il Mondiale è iniziato quindi con una vittoria meritata contro una delle grandi favorite del torneo. Era peraltro il ritorno dell’Italia nella fase finale di un Mondiale femminile dopo 20 anni di assenza: tutte le convocate sono debuttanti e per questo si temeva un contraccolpo. Certo il movimento calcistico femminile italiano è ancora ben lontano dai livelli del resto del mondo: 23.903 calciatrici tesserate di cui 14.266 impegnate nell’attività dilettantistica, un’inezia rispetto ai 2 milioni e mezzo di Usa e Canada. Tre milioni e mezzo di euro di budget contro i 25 messi a disposizione per i maschi. Solo dallo scorso settembre la serie A e B femminili sono entrate nel calcio che conta ottenendo di essere “amministrate” direttamente dalla Figc, con la neonata Divisione Calcio Femminile, e non più dalla Lega dilettanti: un traguardo importante, raggiunto al termine di un braccio di ferro federale e di uno sciopero delle atlete che ha rimandato l’inizio del campionato e la disputa della finale di Coppa Italia 2018, ma che non sana il gap più grande, quello contrattuale.

Un mondiale carico di importanza, a partire dal fatto che Bonansea e compagne vorranno dimostrare che il nostro calcio femminile è cresciuto molto, senza dimenticare che c’è da vendicare la compagine maschile, clamorosamente fuori un anno fa dalla fase finale in Russia. I mondiali francesi saranno un grande palcoscenico per il calcio di casa nostra ma l’Italia non parte tra le favorite: gli scommettitori dicono Stati Uniti, ma hanno buone chance anche la Francia, padrone di casa, e l’Inghilterra. Ben piazzate anche Olanda e Germania, mentre alla Norvegia mancherà la sua giocatrice più rappresentativa, la pallone d’oro Ada Hegerberg, in polemica con la sua Federazione rea di investire poco nel calcio femminile. E pensare che la Norvegia è stato il primo Paese in Europa ad aver imposto la parità salariale tra calciatori e calciatrici.

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