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Torri gemelle, dopo 18 anni identificata un’altra vittima dell’attentato

È la numero 1.643. All'appello manca ancora circa il 40% delle 2.753 persone scomparse l'11 settembre del 2001

Un’altra vittima dell’11 settembre, la numero 1.643, è stata identificata a quasi 18 anni di distanza dall’attacco alle Torri Gemelle di New York. L’ufficio dei medici legali ha annunciato che la conferma è arrivata attraverso i test del Dna sui resti recuperati nel 2013. Si tratta di un uomo. Negli ultimi cinque anni ne sono state identificate cinque. Sono ancora 1.110 gli scomparsi, il 40% del totale, che restano senza nome. E pur con grandi progressi tecnologici nell’analisi del Dna il processo di identificazione delle vittime avanza a passo molto lento.

Alcune famiglie delle vittime hanno fondato un comitato chiamato World Trade Center Families for Proper Burial (Famiglie del World Trade Center per una degna sepoltura): si battono proprio affinché il team di medici legali della città di New York non getti la spugna in questa impresa, nonostante le difficoltà. Nel 2009 hanno per esempio condotto e perso una causa in tribunale contro la città di New York: più di un terzo delle macerie di Ground Zero è stato portato nella discarica di Fresh Kills, a Staten Island, che era stata chiusa e poi riaperta per l’emergenza. In questo trasferimento, secondo le famiglie, non sarebbe stata usata la necessaria attenzione a non compromettere l’integrità dei resti, complicando così ancora il processo di identificazione. Il comitato dei familiari ha anche perso un’altra battaglia: quella per evitare che sulla discarica di Fresh Kills e sul suo terreno venga costruito un parco verde. Il parco si farà, e sarà il più grande costruito a New York da due secoli.

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Tra coloro che persero la vita durante gli attacchi iniziali ed i successivi crolli delle Torri, 343 erano vigili del fuoco di New York City, 23 i poliziotti di New York e 37 gli agenti dell’Autorità Portuale. L’11 settembre del 2001, 19 militanti associati ad al Qaeda dirottarono quattro aerei di linea, facendoli schiantare contro obiettivi negli Stati Uniti. Alle 8,45 di martedì 11 settembre del 2001, un Boeing 767 della American Airlines Flight 11, caricato con ventimila galloni di carburante, si schiantò all’ottantesimo piano della torre nord del World Trade Center di New York City. Diciotto minuti dopo, un secondo Boeing 767 dell’United Airlines Flight 175 si schiantò al sessantesimo piano della torre sud del World Trade Center. Un terzo aereo colpì il Pentagono. Il quarto aereo, infine, si schiantò in un campo in Pennsylvania. 2.753 persone persero la vita durante gli attacchi terroristici dell’11 settembre. Oggi ancora il 40% non ha un nome.

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