Italia

Csm, Mattarella convoca nuove elezioni: «Restituire alla magistratura prestigio e fiducia»

Niente scioglimento è la linea del capo dello Stato: il voto in autunno servirà per sostituire i componenti dimissionari

Emergono nuovi particolari sulla vicenda che riguarda Luca Palamara e alcuni componenti del Csm: si è dimesso un altro consigliere, Antonio Lepre, e sul caso è intervenuto il capo dello Stato Sergio Mattarella, che è anche presidente del Csm, fissando per il 6 e 7 ottobre elezioni suppletive per sostituire i pm finora dimissionari. «La sostituzione è il primo passo perché si volti pagina rispetto a quello che è successo nel Csm restituendo alla magistratura indipendenza e prestigio», dicono dal Quirinale. Niente scioglimento, dunque, è la linea del capo dello Stato. Perché contrasterebbe con la volontà di «cambiare le procedure elettorali espressa da più parti».

Dalle intercettazioni effettuate tramite la microspia inserita nel cellulare del giudice Luca Palamara emerge chiaramente quanto l’ex ministro Luca Lotti si muovesse come regista nelle nomine nel Csm durante una delle riunioni per decidere il futuro procuratore capo di Roma dice: «Si vira su Viola, ragazzi». Alla riunione del 6 maggio, durata 40 minuti, partecipa il «fior fiore della magistratura», come riporta La Stampa. I «ragazzi» a cui si riferisce Lotti sono Antonio Lepre, che si è dimesso, Gianluigi Morlini, Luigi Spina, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli. Infine il deputato del Pd Cosimo Ferri. Nelle intercettazioni anche un riferimento da parte dello stesso Lotti al vicepresidente del Csm Ermini, entrambi del Pd. L’ex ministro dello Sport, riferito a Ermini, avrebbe detto: «Però qualche messaggio gli va dato forte». Lotti così commentava durante la ormai celebre riunione del 9 maggio scorso con i consiglieri del Csm, Luca Palamara e Cosimo Ferri in cui si discuteva della strategia per la nomina del successore di Giuseppe Pignatone al vertice della procura di Roma.

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Luca Lotti non ci sta e con un lungo post su Facebook replica alle accuse di un presunto coinvolgimento nel processo di Perugia a carico di Luca Palamara dopo le intercettazioni rese pubbliche fra i due. «In questi anni ho incontrato decine di magistrati, per i motivi più svariati: – scrive Lotti – se è reato incontrare un giudice non ho problemi a fare l’elenco di quelli che ho incontrato io, in qualsiasi sede. Mai sono venuto meno ai doveri imposti dalla Costituzione e dalle leggi». L’ex ministro va poi all’attacco: «Procederò in tutte le sedi contro chi in queste ore ha scritto il falso su di me e lo farò a testa alta come un cittadino che crede nella giustizia e in chi la amministra».

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