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Chi è Luca Lotti: dall’amicizia con Renzi all’autosospensione dal Pd

Eletto deputato nel 2018 nel collegio di Empoli, ha deciso di autosospendersi dopo la diffusione delle intercettazioni che hanno rivelato la sua partecipazione alla riunione con Palamara e altri membri del Csm

«Io sono innocente. E spero di cuore che lo sia anche chi mi accusa di tutto, senza conoscere niente». Lotti ha deciso di autosospendersi dal Pd, dopo la diffusione delle intercettazioni che hanno rivelato la sua partecipazione alla riunione con Luca Palamara e altri cinque membri togati del Csm nelle quali discutevano su come influenzare le nomine di alcune procure, tra cui quelle di Roma, Firenze, Reggio Calabria e Torino.

«Caro segretario, non partecipo al festival dell’ipocrisia – scrive Lotti su Facebook – Sono nato e cresciuto come uomo di squadra. E non so immaginarmi in altro ruolo. Per questo l’interesse della mia comunità, il Pd, viene prima della mia legittima amarezza. Ti comunico dunque la mia autosospensione dal Pd fino a quando questa vicenda non sarà chiarita». A chiedere apertamente il passo indietro, dopo che il Colle ha blindato il Csm indicendo le elezioni suppletive per i soli consiglieri che si sono dimessi e invocando la riforma riforma elettorale del Consiglio, sono stati diversi esponenti di peso del Pd, tra cui il tesoriere Luigi Zanda e l’eurodeputato Carlo Calenda, che ha parlato di comportamento «inaccettabile».

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Eletto deputato nel 2018 nel collegio di Empoli, la sua città, è rimasto in Parlamento dopo aver scalato assieme a Matteo Renzi il Partito democratico, fino ad arrivare ai vertici di palazzo Chigi. L’amicizia con Renzi inizia nel 2005, quando rinuncia a un posto in banca per entrare nello staff dell’allora presidente della provincia di Firenze. Da quel momento la strade dei due non si separeranno più: dal Comune di Firenze al Cipe. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XII Toscana per il Partito Democratico diventando l’uomo di fiducia di Renzi in Parlamento. Dal 2014 è sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’informazione e comunicazione del Governo e all’editoria nel Governo Renzi. Anche quando la parabola politica di Renzi sembra ormai calata, Lotti resta al governo, stavolta con Paolo Gentiloni, dove ricopre l’incarico di ministro dello Sport.

Nel dicembre 2016, Lotti risulta indagato nell’inchiesta sugli appalti Consip. Le ipotesi di reato del suo fascicolo, aperto dalla procura di Napoli, sono favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio. A ottobre del 2018, il Gip ne ha chiesto il rinvio a giudizio. E adesso le intercettazioni dei colloqui con Luca Palamara e i suoi amici, magistrati e politici, lo mettono al centro delle scandalo Csm. Il regolamento del Partito Democratico prevede l’istituto dell’autosospensione, a cui può ricorrere un “iscritto sottoposto a procedimento penale” e che se non respinta comporta la sospensione dalle attività di partito. Concretamente, significa probabilmente che Lotti non parteciperà a riunioni e assemblee del Pd, mentre continuerà normalmente la sua attività da parlamentare.

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